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Hiroshi Tanaka (Animatore)

 

Intervista tratta da Mangazine (Granata Press) N° 25, Luglio 1993

Intervista fornita da Pieshiro

Siamo andati alla Toei doga a intervistare Hiroshi Tanaka che, nel 1987, alla
giovane età di 18 anni, partecipò alla produzione della serie Hokuto no Ken!
Originario della prefettura di Mie, subito dopo le scuole superiori si trasferì a
Tokyo, dove entrò nello studio di produzione Onion production. Qui cominciò ad
apprendere le tecnich dell'animazione e come primo lavoro affrontò proprio il
mitico e difficilissimo Ken. Nel 1989 passò alla Toei doga, dove non occupa più
il ruolo di animatore ma quello dell'assistente alla regia, che lo tiene impegnato
giorno e notte. E' infatti facile trovarlo a notte fonda nello studio di produzione,
dove ha allestito anche una brandina per poter riposare ogni tanto. Attualmente
è occupato con una nuova serie televisiva della Toei: GS Mikami (Mikami, la
Ghost Sweeper) e nella realizzazione di numerosi OAV, in collaborazione con
Junichi Ayama. Questo infaticabile duo ha curato la serie OAV di Be Bop High
School Kaizokuban (Be Bop High Schhol - versione pirata), Cryng Freeman, ecc.

Quando ha incominciato a collaborare alla serie Hokuto no Ken?

Ho cominciato a occuparmi direttamente della produzione di quella serie a
partire dall' 85° puntata fino alla 120° circa. All'epoca ero appena arrivato a
Tokyo e, dopo essere stato assunto alla studio di animazione Onion Production,
mi hanno messo subito alla prova con quell'opera che amavo tantissimo. Siccome
ci ordinavano le puntate a rotazione di 6 per volta, ho fatto direttamente 6 episodi
in un colpo.

"Rotazione di 6 puntate"? può spiegare meglio cosa significa?

In altre parole la Toei non si occupava in totalità della produzione e affidava a
diversi studi di produzione la realizzazione delle scene animate di Ken. Dalla
Toei ci arrivavano direttamente le sceneggiature già definite e a noi non restava
altro che eseguire quello che ci dicevano. Io ero un semplice animatore alle
prime armi, ma mi affidarono lo stesso il lavoro. Ero controllato direttamente dai
registi all'animazione inviati dalla Toei che controllavano subito il lavoro svolto.

Qual'era l'aspetto più difficile di Ken?

Bè, ce n'erano parecchi...(Sigratta perplesso la nuca.) Per esempio: il disegno
era particolarmente realistico, quindi il controllo del lavoro era molto severo, ma
la cosa che mi faceva letteralmente impazzire erano gli innumerevoli tratteggi che
contornavano i particolari, soprattutto il volto. Mentre i tratti principali erano
grossi, i particolari che contornavano il viso erano fatti con un tratto più sottile
e il loro numero era talmente alto che a volte per un solo fotogramma ci si
impiegava più di un'ora di lavoro.

Le è mai capitato di passare intere notti in bianco per rispettare le consegne
di lavoro?

A dire la verità non tutte le scene impiegavano tutto quel tempo. Siccome tutti gli
animatori prendono le varie scene a turno, poteva capitare di trovare sia delle
scene facili che altre molto complicate. Comunque mi capitava regolarmente di
passare qualche notte in bianco. Di norma la Toei ci dava 2 settimane per la
realizzazione della puntata, ma lo studio presso il quale lavoravo all'epoca stava
producendo anche delle serie su commissione americana quali G.I.Joe e Jem.
Eravamo sobbarcati di lavoro, così capitava spesso di essere in ritardo.

Non so se sia una domanda indiscreta, ma quanto veniva retribuito all'epoca
per tutta quella massa di lavoro?

A essere sinceri era una paga molto bassa, circa 100.000 yen al mese. Mi bastava
a malapena per sopravvivere un mese

Non ha mai pensato di lasciare lo studio per entrare in qualche altra
compagnia, che magari potesse darle un trattamento migliore?

Bè, all'epoca ero giovane e senza esperienza, quindi pensavo che questo fosse
il lavoro normale dell'animatore. Così mi andava bene qualsiasi impiego
perchè così avevo la possibilità di fare esperienza ed evolvermi presto. E poi ero
felicissimo per la serie di Ken. Era uno dei miei fumetti preferiti e mai mi sarei
aspettato di essere io uno di quelli che gli avrebbero dato vita sullo schermo.
Anche se la reputazione dello studio Onion non è certo tra le migliori, tutti gli
animatori erano giovani e pieni di forza. Poi finito il lavoro andavamo tutti a
mangiare in qualche izakaya (trattoria giapponese). Facevamo baldoria
fino a notte fonda parlando con orgoglio della serie che stavamo producendo.
Mi ricordo che c'erano molte persone che ci guardavano con occhi strani.
Comunque era un'atmosfera così eccitante che ti ispirava a dare tutto il meglio
di te stesso.

Cos'è che avrebbe voluto mettere di suo dentro la serie? So bene che una volta
definita la scena non è possibile apportare cambiamenti repentini, ma ci sono
sempre molti animatori che amano particoleggiare in qualche modo la
propria parte.

Ank'io avrei voluto metterci qualcosa di mio dentro, ma il controllo del lavoro
era particolarmente severo. Come ho già detto prima il disegno era molto realistico,
così era quasi impossibile aggiungervi qualcosa di più. Semmai era dal punto di
vista dell'animazione che avrei voluto veramente metterci anima e corpo. Il lavoro
era stabilito in media sugli 8 fotogrammi al secondo e ci insegnavano certi pattern
da rispettare in modo che tutta la puntata restasse omogenea. Spesso questo va
a discapito della qualità dell'animazione. Per esempio, quando un corpo si gira,
normalmente il movimento parte dagli occhi, poi si trasmette al volto, poi al busto
e poi al resto del corpo. Oppure quando una mano si apre, il movimento parte
dall'indice e si trasmette poi al resto delle dita. Tutti questi dettagli erano
abastanza trascurati, sia per mancanza di tempo che di esperienza. Però posso
ritenermi fortunato di aver avuto sopra di me delle persone che controllavano il
mio lavoro dandomi degli esempi concreti su come muovermi. Per esempio, mi
insegnavano come rendere più espressive le fasce muscolari deformando le
proporzioni del corpo, come rendere una maggiore dinamicità di movimento con
meno disegni, etc. Oggi purtroppo queste figure spesso mancano, lasciando i
nuovi animatori alla mercè di se stessi.

Affidavate anche parte della produzione all'estero?

No, il lavoro che ci veniva affidato era fatto interamente dallo studio. pensava
direttamente la Toei al lavoro da smistare all'estero. Semmai era a noi che toccava
ricorreggere o addirittura ridisegnare delle scene che non andavano bene.

Qual'è la puntata che le ha dato la maggior soddisfazione?

Bè, sicuramente le ultime puntate della prima serie, quelle in cui si vedeva Ken
lottare contro Raoh. Mi ricordo che quando siamo venuti a sapere dalla Toei che
ce le avevano assegnate, abbiamo fatto tutti dei salti di gioia. Abbiamo dovuto
affrontare un lavoro pesantissimo, ma penso che tutti abbiano lavorato al
massimo delle possibilità e il risultato finale ci ha lasciati molto soddisfatti.

Le piacerebbe disegnare una nuova serie di Ken, nel caso la Toei decidesse
di riportarlo al pubblico?

Per il momento la Toei non ha in mente di rispolverare Ken. Ormai abbiamo
sfruttato tutto il materiale del fumetto originale e neanche i suoi autori sembrano
interessati a riproporne una nuova versione. Comunque non mi dispiacerebbe
partecipare a un suo possibile risveglio, solo che questa volta non vorrei rifare
l'animatore. Vorrei piuttosto curare direttamente la regia.

Vuole lanciare un messaggio finale ai lettori che leggeranno queste pagine?

Ecco, vorrei che i fan dell'animazione tenessero in considerazione qual'è la
situazione di lavoro a cui sono sottoposti gli animatori in Giappone. Se proprio
qualche serie non dovesse risultare perfetta, vorrei che non scordassero lo spirito
delle persone che ci lavorano dentro, che passano intere notti in bianco per fare
un lavoro che possa soddisfare il produttore ma soprattutto voi fan.

 

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