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(芦田 豊雄) 21 Aprile 1944 – 23 Luglio 2011




Articolo tratto da comicsblog.it

Un altro grande protagonista dell’animazione giapponese ci ha lasciato il 23 luglio 2011. Toyoo Ashida, regista della serie animata di Ken il guerriero, character designer per numerosi classici degli anni 70 e 80 e presidente dell’Associazione degli Animatori Giapponesi, aveva 67 anni. Ashida nasce a Chiba nei primi giorni del dopoguerra. Dopo la scuola superiore e il breve impiego come PR per la Yamazaki Bread Company decide di seguire il suo sogno entrando nello studio d’animazione TCJ (Television Corporation of Japan), dal 1969 noto come Eiken (UFO Diapolon, Il grande sogno di Maya, Sazae-san). Nei primi anni 60 l’entusiasmo iniziale per l’animazione in bianco e nero e successivamente a colori cominciava a scemare, ma i doga eiga, come furono chiamati fino agli anni 70 gli anime, cominciarono a rimodernizzarsi già dal 1963. Dal 1967 l’etere giapponese era già pregno di canali e programmi che si contendevano spazi e sponsor. Il debutto nell’animazione di Ashida avvenne con il poco conosciuto Boken Gabotenjima (Adventure on the Gaboten Island), serie su una scolaresca dispersa nei mari del sud. I tardi anni 60 esplosero in una serie di studi d’animazione che trovarono Ashida al lavoro sul pilot di una serie animata ispirata ai libri di Heidi di Johanna Spyri.

La serie venne in seguito realizzata, ma da uno studio diverso, derivato dalla TCJ, che tentava di proteggere i suoi affiliati da ulteriori perdite finanziarie. In questa instabile situazione del settore, le compagnie forzarono gli animatori ad accettare contratti da collaboratori esterni e Ashida finì alla Mushi Production di Osamu Tezuka, benché i rapporti tra lo stesso “dio dei manga” e lo studio fossero già incrinati e la supervisione della produzione già passata a Yoshinobu Nishizaki. Dopo la bancarotta della Mushi nel 1973, Ashida e altri animatori seguirono Nishizaki nel suo progetto d’animazione di Uchu senkan Yamato, La corazzata spaziale Yamato (dove si occupò della direzione e della supervisione dell’animazione di diversi episodi). In cerca di maggiori garanzie per se stesso, Ashida fondò lo Studio Live nel 1976 con altri nove animatori, dimostrando le proprie abilità nel corso degli anni 70 e 80 come character designer per numerose serie tra cui UFO senshi Daiapolon (UFO Diapolon) e Mahou no Princess Minky Momo (Il magico mondo di Gigì). Sebbene molto coinvolto in produzioni per un pubblico femminile, Ashida è famoso per il ruolo di regista nella serie animata di Hokuto no Ken (Ken il guerriero).


Tratto dal manga omonimo di Buronson e Tetsuo Hara, l’anime andò avanti per 152 episodi complessivi suddivisi in due serie da 109 e 43 episodi, portando i suoi animatori a misurarsi con una grande sfida: sotto la guida di Ashida (che in realtà curò solo la regia dei primi 12 episodi, occupandosi comunque della direzione generale della serie), sicuri di realizzare qualcosa di mai visto prima, cominciarono a sperimentare nuovi modi per “eliminare” il nemico di turno ogni settimana. A proposito di sperimentazioni, viene ricordato un celebre incidente: a causa degli stretti tempi di lavoro, non potendo attendere che i colori sull’acetato si asciugassero, durante una sequenza di combattimento di Ken, gli animatori semplicemente iniziarono a spingere il rodovetro ancora fresco di alcuni millimetri alla volta per la macchina da presa, causando un particolare effetto annebbiato e spalmato del colore! Per dieci anni Ashida tenne una colonna mensile sul magazine d’animazione OUT fino alla chiusura della rivista nel 1995. Ciò lo rese agli occhi degli anime fan una figura scherzosa e amichevole, contrariamente ad altri suoi colleghi dal carattere più scontroso. Tuttavia fu anche protagonista di una notevole “scivolata” quando scrisse sul magazine Animec che il popolo degli anime fan si componeva solo da “brutte ragazze e ragazzi senza lavoro”, un commento infelice che fece precipitare la stima nei suoi confronti dei numerosi appassionati.

Il 13 ottobre del 2007, nel tentativo di migliorare le proprie condizioni di lavoro e tutelare la categoria, una delle più importanti dell’industria giapponese – nel 2005 l’esportazione di anime in tutto il mondo ammontava approssimativamente a 20 miliardi di yen – sebbene fino ad allora completamente senza garanzie (né permessi, ferie, straordinari, fondo pensionistico), assieme a un gruppo di animatori Ashida fonda la JAniCA, l’Associazione degli Animatori Giapponesi, di cui diventa presidente. Durante la conferenza d’apertura, alla quale presenziò anche il compianto Satoshi Kon, Ashida lamentò la lenta ma costante perdita di personale nell’industria dell’animazione giapponese, destinata a crollare su se stessa senza una imprescindibile inversione di tendenza. L’ultimo suo lavoro è stato nel 2009, quando ha firmato la regia generale di Beyond the Heavens, adattamento Madhouse del premiato manga storico di ambientazione cinese Souten kouro. Tra gli altri titoli a cui ha lavorato nella sua lunga carriera in diversi ruoli, Sasuke (Sasuke, il piccolo ninja), Ninja Kamui gaiden (L’invincibile ninja Kamui), Cyborg 009, Yattaman, Vampire Hunter D, Seikimatsu kyuseishu densetsu Hokuto no Ken (Ken il guerriero – Il film), Tyltyl Mytyl no boken ryoko (Tyltyl Mytyl e l’uccellino azzurro), Jetter Mars (Capitan Jet), Dr. Slump & Arale-chan hoyoyo! Yume no to Mecha Police (Dr. Slump & Arale-chan Ho-Yo-Yo! Dream Metropolitan Mecha Police) e numerosi altri.

Intervista a Toyoo Ashida

Intervista dedicata al regista dell'anime di Hokuto No Ken (e del film del 1986) tratta da Mangazine (Granata Press) N° 25, Luglio 1993.

Fornita da Pieshiro

Siamo andati a intervistare Toyoo Ashida, il regista di Ken. In realtà, a causa degli
impegni di lavoro, il signor Ashida ci ha potuto dedicare solo un' oretta , ma in ogni
caso ci ha concesso un'intervista molto divertente, a volte tanto scanzonata che...
ci è venuto anche da dubitare della sua sincerità! Uhm uhm... bè, con una
persona come lui sembra comunque difficile affrontare seriamente una discussio-
ne: per avere un'idea del suo carattere, basti pensare che il suo Studio Live
(famosissimo anke per Minky Momo, Cyber Formula e per collaborazioni a decine
e decine di serie di successo) si trova nel bel mezzo di un serissimo e compassato
quartiere residenziale di Tokyo, così lui, per rallegrarlo, ha pensato di dipingere il
portone del garage di un turchese accecante con tanto di faccione di Wataru al
centro! ma lasciamogli la parola... Da accettare con beneficio di inventario!!

Cominciamo con una sua ipotetica carta d'identità: dove e quando è nato?

A Tokyo, il 21 aprile del 1944

Come le è venuto in mente di diventare animatore?

Qualcuno mi ha fregato! Mi hanno detto che l'animazione era un ambiente dove si
potevano fare soldi, così ho cominciato a lavorarci part-time, circa 25 anni fa.
E' andata a finire che continuo a fare animazione anke adesso, aspettando di
vedere se prima o poi faccio soldi sul serio... ma ormai ho quache dubbio!

Lei è uno dei pochi animatori che contemporaneamente è character
designer, disegnatore e supervisore dei disegni (sakkan, ndr), regista
e autore degli storyboard. Come riesce a conciliare queste attività così
diverse?

Uhm... in tutta sincerità credo che chiunque sappia un pò scrivere possa fare il
regista... Disegnatore poi, c'ero già, per cui il cerchio si chiude!

Ma non trova qualke difficoltà a occuparsi di tutti questi aspetti della
realizzazione di un cartone animato?

No, soffro solo del problema dei tempi di consegna molto affrettati e dunque di
superlavoro, ma credo che sia un destino comune a tutti noi animatori. Poi per
il resto, mi diverto a fare il mio lavoro, ah ah ah... (risate estremamente ironica!)

Ehm, un'altra domanda, visto che non sono del tutto convinto. Oltre che
nelle sue mansioni, lei si dimostra poliedrico anche nella scelta dei temi
che tratta nei suoi lavori: ha curato uno spettro di generi che va dalle
seriosissime storia ninja di kamui, al violence-action di Ken, allo splatter-
horror di Vampire Hunter 'D', sino alla comicità di Takamaru, Wataru,Granzote
e al non-sense di Arale. e' una sua scelta precisa quella di dedicarsi di volta
in volta a generi tanto diversi, o...

Mettiamola così: mi piace la cucina giapponese, ma anche quella cinese e quella italiana;
ascolto le canzoni popolari del Giappone, l'Heavy Metal e pure la canzone italiana. perciò
credo che anche nel lavoro un uomo sia potenzialmente in grado di affrontare qualsiasi
genere!

Mi arrendo! Cambiamo genere di domanda: lei in quest'ultimo decennio è
diventato famoso per aver ideato un universo di personaggi dall'aspetto
originalissimo, tarchiatelli, con occhi grandi e capelli variopinti e sparati.
Un esempio possono essere Wataru, Takamaru o gli eroi di Granzote. Come
è arrivato a generare questi suoi eroi?

Ho preso due cose completamente diverse e le ho shakerate assieme. Per spiegarmi
meglio, come documentazione mi sono servito di molti testi illustrati sull'abbigliamento
popolare degli antichi giapponesi e di cataloghi di moda italiana: ho messo assieme le
due cose, le ho mescolate a modo mio, e ne sono usciti i personaggi che anche tu hai
citato!

Passiamo a Ken. Come è successo che alla regia generale di questa serie sia
stata affidata proprio a lei?

Queste sono cose che decidono i responsabili della casa di produzione, in questo caso la
Toei doga. Comunque a me piaceva tantissimo il fumetto di Ken e sono stato molto felice
della decisione dei produttori Toei di chiamarmi.

Cosa la appassionava di più delle vicende di Ken?

Uhm... penso che tutti gli amici italiani che hanno visto Ken siano rimasti un pò shockati... (ride)
Però a me, quello che piaceva di più del fumetto era il suo umorismo.

Umorismo?

Si, si, quella specie di umorismo macabro che torna sempre nelle scene di combattimento tra Ken
e i suoi avversari.

Ora credo di aver capito.

Eh, eh, lo trovavo molto divertente e mi sono considerato fortunato quando alla Toei doga mi scelsero come regista.

In pratica, di cosa si è occupato lei? la sua qualifica è regista generale, ma cosa significa?

Ti svelerò un segreto: io mi sono occupato sì della regia, ma solo dei primi dodici episodi. Con la restante parte della serie non ho avuto molto a che fare. Però il regista generale, o supervisore delle regie, come si dice, è colui che deve impostare una serie, definire l'atmosfera, perciò non è una cosa particolarmente strana che io abbia curato così pochi episodi.

E riguardo al film?

Qui il discorso cambia. Ho disegnato personalmente lo storyboard, o ekonte, come si dice in Giappone, cioè quel libretto di riferimento in cui sono tracciati, i dialoghi aaccompagnati dagli schizzi di tutte le inquadrature. E' la parte più importante del lavoro di realizzazione di un anime, su cui si basano tutte le fasi successive. Del film ho poi curato anche la regia.

Ken è uno dei cartoni animati più fedeli al fumetto originale. Ho prestato molta attenzione al
mantenimento di questo parallelismo?

Al contrario, io continuo a mantenere il dubbio di aver forse modificato il tema generalke della vicenda...

Intende dire?

Nella mia interpretazione, il tema di fondo di Ken è diventata la storia; esaminare il ruolo che i vari personaggi svolgono nella storia dell'umanità, di un mondo distrutto che cerca di rinascere. Sotto questo punto di vista forse il cartone animato ha finito di essere molto diverso dal fumetto... Comunque, a giudicare dal successo che ha avuto anche da voi, è stato forse meglio così!

Vuole dire quacosa ai tanti fan italiani di Ken?

(risponde in italiano) Arrivederci! Ah ah ah!




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