Julia

Siamo alla fine del ventesimo secolo, il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche, tuttavia la razza umana era sopravvissuta...

Moderatore: Pieshiro

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Julia

Messaggioda fake » 20/05/2017, 2:34

Julia

Un approfondimento sulla compagna di Kenshiro.

In teoria non ce ne sarebbe bisogno, tuttavia sento una forte ostilità non giustificata verso di Lei.
Ma bisogna ammettere che il partigianesimo anti-Julia ha infettato pure alcuni studi di animazione del cartone classico, così come i tipi della bandai che hanno realizzato Ken's Rage. Affermo e dichiaro che tutto ciò è V-E-R-G-O-G-N-O-S-O-!
Non che io non comprenda il motivo di tale posizione, però la mia diagnosi è leggermente diversa.
Intanto da dove è partita Julia?
Julia era una bambina con gravissimi problemi di comunicazione. Perché si era chiusa in se stessa?
Avanzo l'ipotesi che pur giovanissima aveva compreso benissimo il mondo e il mondo adulto ed era troppo per la sua giovane età.
La chiusura emotiva impenetrabile è stata la sua difesa da tutto questo.
Questa è la mia ipotesi, come che sia in realtà, l'incontro con i due giovani di Hokuto, che sono sul suo opiano, l'hanno scossa. Così ha conosciuto anche l'aspetto buono dell'essere umano (la parte di Ken :) )

Anni dopo affronta Fudo pur di salvare una cucciolata di cagnolini. Nell'occasione si dimosta ostinata e impavida (incosciente sarebbe la parola giusta, se la ragazzina non avesse capito la situazione).
Julia è debole e non ha armi, lo affronta opponendogli la sua vita.
Subito dopo insegna al gigante il senso dell'esistenza, la vita. Con atto pratico ed estrama semplicità
Da notare che Julia si oppone al massimo del suo essere e della sua natura femminile.
Intendo dire che non è nella sua natura prendere un bastone e minacciare Fudo, come farebbe Lynn.
Due temperamenti diversi, due modi diversi di affrontare lo stesso ostacolo.
Le accomuna l'impegno, massimo per entrambe, entrambe mettono in gioco la propria vita.
Julia che ha una natura prettamente femminile, affronta le avversità da donna.
In teoria potrei portare a esempio della capacità "attiva" di Julia il film dell'86 dove non è solo la fanciulla da salvare per tutto il tempo. Mi pare che in quell'occasione usi un bastone per rompere/spostare qualcosa.
Però non è materiale originale e preferisco accantonarlo. Anche perché una non prevenuta analisi del manga chiarisce ogni cosa.

Sfortunatissima, si ritrova sistematicamente in balia di mani altrui, mani troppo forti per lei. Dapprima Shin, poi Riaku e Raoul.
Perché Riaku? Perché quando la ritroviamo è si viva, ma già malata quasi terminale e per evitare di creare ulteriori strappi nel mondo che è già abbastanza sconvolto, sceglie di non opporsi al suo destino. Il nesso è che essendo lei di Nanto, per effetto del legame che lega le due scuole, le sue azioni provocherebbero il mettersi in moto dell'Hokuto. Quindi per il bene di tutti accetta il suo fato e decide di affidarsi a Riaku. Ed è lui che gestisce il controllo delle forze di Nanto e le manda a morire contro Raoul.
Julia non è indifferente a vedere questi uomini morire per lei, la pena non abbandona mai il suo cuore, tuttavia accetta con consapevolezza la loro sorte come la propria; estende, e giustamente, a loro il suo stesso fato giacché le due sorti sono collegate e l'obiettivo di Riaku e del cielo, per cui lei non si oppone al malessere e aspetta Ken e per cui i 5 astri muoiono, non è Julia in se stessa, ma far brillare il più a lungo possibile la stella dell'amore materno che irradia da lei. Lei e gli astri entrambi pedine del destino dalla sorte segnata.
Più tardi Julia scorgerà in una tempesta il segno che il cielo è profondamente addolorato per la sorte degli astri in cerchio. Julia coglie questo sentimento in tutta la sua gravità perché è lo stesso che alberga in lei e lo riconosce.
Apro una parentesi: non c'è ipocrisia nel cielo che manda a morire gli astri in cerchio di Nanto e poi si dispera per essi. Non c'erano altre strade percorribili che questa. Lo sa il cielo e anche Julia. Perciò la si percorre anche se è una strada di sangue.
Prendo a prestito una frase del maestro di Sirio in Saint Seiya:"Combattere per la giustizia è giusto, ma a volte è triste, vero Sirio?".

Manca ancora una cosa per comprendere al meglio Julia, dobbiamo vagliarla nei suoi ultimi giorni al castello di Raoul.
Sapete cosa fa qui Julia? Combatte. Combatte il male amando e insegnando l'amore ai nemici. Cura i suoi aguzzini compreso Raoul; si volta per rendergli più facile ucciderla.
Combatte non con le armi o con le tecniche.
Combatte da donna.
Come a suo tempo vinse il demone Fudo, ora ha vinto il demone Raoul, li vince entrambi con l'amore di donna.
Questo suo amore è anche la sua indole, Julia in modo naturale ama gli altri e la vita, perciò è stonato vederla fredda o insensibile.

Tuttavia...


Altrettanto non mi sfuggono i due momenti dove la Julia adulta si dimostra inferiore alla Julia bimba con Fudo:

Il suicidio tentato al castello di Shin e la freddezza e trascuratezza mostrate verso il sacrificio di Juza.
Autouccidersi è una cosa bruttissima sempre. Conforme alle circostanze però non sempre è biasimevole.
Nel caso di Julia però lo vedo come cedimento alla disperazione. Cedimento un po' troppo facile.

L'altro caso è la freddezza e la non considerazione mostrate verso la morte di Juza.
Certo, dopo il manga ci permette di capire che è tutto nel suo cuore, ma in quel momento, capto che complice dell'ingenuità (più che di freddezza) e un indebolimento del carattere, Julia si fa prendere dall'emozione di ritrovare il fidanzato da cui è stata a lungo tempo separata.

Ecco, come valutare questi temporanei passi falsi di Julia? La mia risposta è a monte. A monte di Ken, di Julia, di qualsiasi altro personaggio.
E' nello stanzino dove Buronson preparava le sue sceneggiature, costruite a braccio, per funzionare nell'immediato più che approntate per una storia nel lungo periodo. Quello che c'era al centro in quello stanzino era questo: "adesso come posso rendere emozionante questo manga di combattimenti?, con quali avvenimenti posso stupire e interessare i lettori?".
Se capiamo che centrale in HNK sono i combattimenti di Ken (e in misura di Raoul) e tutto il resto ruota in funzione di questa esigenza, capiamo che ciò che accade a Julia, il suicidio per cominciare, è funzionale a creare pathos, a dispetto di abbassare il livello qualitativo di un personaggio altrimenti delineato.
E lo so, in quel momento Julia manga era praticamente un foglio bianco, quindi una Julia debole ci poteva stare, ma avendo creato in un certo modo la Julietta di Fudo, che in manga cronologicamente va a collocarsi prima, ecco che la tentata autosoppressione stona, stona parecchio... stona insopportabilmente.

La struttura a braccio di HNK è invece la principale responsabile della apparente insensibilità di Julia.
Buronson aveva fretta di far evolvere subito la situazione, di aprire immediatamente all'imminente scontro fra Raoul e Kenshiro e ha tagliato corto.
Come muore Juza si apre immediatamente il capitolo con i due Hokuto vicinissimi al castello di Nanto e Julia che aspetta il principe azzurro (La giacca di Ken è blu :) ).

In conclusione non trovo corretto affibiare a Julia la piena responsabilità di certi suoi comportamenti rispetto al suo tracciato generale, quando questi dipendono in maniera piuttosto evidente dalla "cattiva" gestione di Buronson.
E attenzione, ciò che ha fatto Buronson è "cattiva" gestione in riferimento a Julia, non alla storia nel suo complessivo che risulta essere particolarmente emozionante e coinvolgente in quei frangenti. L'autore invece di salvare capra e cavoli, ha sacrificato Julia per l'andamento generale. Ha scelto la via forse più semplice e un poco incompleta, ma sicuramente efficace. Ha sfrondato qualche ramo di troppo per arrivare subito al tronco, al dunque. L'immediatezza favorita a scapito della completezza.
E' un discorso critico, ma ogni medaglia ha due facce. Il significato è questo:
Le azioni si valutano sulla base dei risultati. Il risultato è una storia appassionante e una coperta corta che emoziona a mille, il cui valore dei pregi è nettamente superiore a quello dei difetti, ma, bisogna dirlo, anche che lascia scoperti alcuni punti.
Diamo a Julia quel che è di Julia e a Buronson quel che è di Buronson.




A seguito alcune Idiozie, scusate, ma quando ci vuole ci vuole, che ho letto sulla personaggia.
Meretrice (prostituta). Colpa ne ha se tutti si innamorano di lei? Peraltro rimanendo fedelissima a Ken anche sotto le grinfie di Shin.
Idiota a non mettersi con Shin/Raoul(/Juza). Ken è l'innamorato con cui è in sintonia da tutta la vita. Shin e Raoul chi sono? Prima del disastro non saranno stati guerrieri
sanguinari, ma certo avevano già allora valori incompatibili con quelli di lei.
E poi dopo, Shin a momenti le uccide il fidanzato sotto gli occhi (e oltretutto Julia non aveva garanzie che si sarebbe salvato) e poi per lei continua a rubare e uccidere, Raoul opprime il mondo sotto una cappa di paura e non risparmia crudelissime
atrocità ai dissidenti e ai maestri delle arti marziali. Per quale motivo dovrebbe amare simili uomini?
Perché Ken non è sempre stato in grado di proteggerla da loro? Come dire che allora le donne dovrebbero tutte fare da harem agli uomini più forti del quartiere, villaggio, ecc?
Questo pensiero è assolutamente privo di senno, però incredibilmente alcuni lo pensano. E spero siano molto pochi!
/Juza. L'ho messo fra parentesi perché mi pare sia venuto fuori anche il suo nome fra quelli "colpevolmente" respinti. Perché? Se amava di più Kenshiro? E cosa doveva farci se l'altro non
riusciva a togliersela dalla testa? Praticamente Julia è stata accusata di essere..., di essere..., di EsserE!!
Pura follia. Non ho parole.


Io personalmente la adoro e ho apprezzato moltissimo l'oav e il manga a lei dedicati, e sono ancora più contento che sia una personaggia fantastica se no non avrei resistito ad abbordarla
alla Shin. E naturamente se lei fosse reale... sarebbe reale anche Ken! E mi riempirebbe di bozzi! :ataa:

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