Alla scoperta di Takuya Wada

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Alla scoperta di Takuya Wada

Messaggioda Impe » 24/02/2015, 16:54

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Pietro Spedale ed Enrico Croce, ci portano alla scoperta di uno dei più bravi disegnatori della serie animata di Hokuto no Ken: Mr. Takuya Wada!

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Re: Alla scoperta di Takuya Wada

Messaggioda Hokuto. » 05/03/2015, 0:29

Come è cambiato il mondo dell’animazione dagli anni 80 ad oggi (in meglio e in peggio), secondo lei? C’è qualcosa che rimpiange di quegli anni?  
                   
Per quel che mi riguarda, mi piacciono di più i vecchi anime, poiché educavano ed emozionavano i bambini. Per la bellezza del tratto, direi sicuramente che ora i disegni sono migliori, ma quelli del passato hanno quello stile personale, vigoroso e grezzo che mi fa impazzire. Gli anime di ora si somigliano un po' tutti


Bellissima l'intervista. :) E' lui che ha reso così bene la "strega gigante". Ottimo, ottimo.

Mi piace questa considerazione, sebbene devo dire che anche "recentemente" (per me recentemente significa Evangelion e Last Exile) ci sono anime fuori dal coro. Io conosco quei due, ma sono convinto che c'è anche altra roba nuova di valore, o quantomeno fuori dal coro.
Per lo stile grezzo dei vecchi cartoni. E' vero, però questo non basta a rendere un Vultus 5 un bel cartone. Uno dei tanti mediocri anime dell'epoca. Ma ha fatto il suo onesto lavoro di divertirmi, è giusto dirlo, anche se non era un capolavoro.
In questo senso adoro l'uomo tigre, il campione. Vero campione di grezzezza, ma quello stile gli calzava a pennello. Un grandissimo anime. E naturalmente Rocky Joe! ^_^
Insomma i bei vecchi anime dal tratto grezzo non sono poi moltissimi. Ma quelli che ci sono, specie se hanno tematiche anch'esse ruvide, vengono esaltati non poco. Bem. :azz:

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Re: Alla scoperta di Takuya Wada

Messaggioda Impe » 06/03/2015, 18:38

Hokuto. ha scritto:
Come è cambiato il mondo dell’animazione dagli anni 80 ad oggi (in meglio e in peggio), secondo lei? C’è qualcosa che rimpiange di quegli anni?  
                   
Per quel che mi riguarda, mi piacciono di più i vecchi anime, poiché educavano ed emozionavano i bambini. Per la bellezza del tratto, direi sicuramente che ora i disegni sono migliori, ma quelli del passato hanno quello stile personale, vigoroso e grezzo che mi fa impazzire. Gli anime di ora si somigliano un po' tutti


Bellissima l'intervista. :) E' lui che ha reso così bene la "strega gigante". Ottimo, ottimo.

Mi piace questa considerazione, sebbene devo dire che anche "recentemente" (per me recentemente significa Evangelion e Last Exile) ci sono anime fuori dal coro. Io conosco quei due, ma sono convinto che c'è anche altra roba nuova di valore, o quantomeno fuori dal coro.
Per lo stile grezzo dei vecchi cartoni. E' vero, però questo non basta a rendere un Vultus 5 un bel cartone. Uno dei tanti mediocri anime dell'epoca. Ma ha fatto il suo onesto lavoro di divertirmi, è giusto dirlo, anche se non era un capolavoro.
In questo senso adoro l'uomo tigre, il campione. Vero campione di grezzezza, ma quello stile gli calzava a pennello. Un grandissimo anime. E naturalmente Rocky Joe! ^_^
Insomma i bei vecchi anime dal tratto grezzo non sono poi moltissimi. Ma quelli che ci sono, specie se hanno tematiche anch'esse ruvide, vengono esaltati non poco. Bem. :azz:


Diciamo che appartengono ad un'epoca totalmente diversa, a un modo completamente differente di fare animazione. Quelli di oggi sono anime standardizzati dal punto di vista visivo, colpa anche del progresso tecnologico. Quello che mi piace di questa intervista, al di là del percorso lavorativo vario e singolare del Sensei Wada, è la schiettezza con cui parla della sua evoluzione come disegnatore. In effetti Hokuto no Ken è stato tra i primi lavori della sua carriera, lui si definisce addirittura imbarazzato nel vedere i disegni dell'epoca, però al tempo stesso si sofferma proprio sulla libertà con cui disegnava senza uno stile di disegno completamente suo, uno stile che quasi muta da un frame all'altro.
Comunque si tratta di 3 episodi assolutamente indimenticabili, in particolare dell'episodio 97 ho sempre apprezzato la fluidità delle animazioni e momenti tipo questo:

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Uomo Tigre e Ashita no Joe, sono delle bibbie di vita alla pari di Hokuto no Ken: ETERNI.
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Re: Alla scoperta di Takuya Wada

Messaggioda Hokuto. » 07/03/2015, 17:33

Un dettaglio sulle tre opere: mentre Rocky Joe e Ken sono belli sia in versione manga che anime, per l'Uomo tigre il discorso è diverso. In questo caso l'anime diverge parecchio dal manga da un certo punto in poi e a mio gusto per una volta è migliore l'anime, e per disegni e per pathos della storia. Il manga dalla sua ha un'articolazione maggiore e naturalmente è la fonte originale. Un'altra differenza fondamentale: la fine dell'Uomo tigre nel manga è tragica, nell'anime fugge e disperde le sue tracce. Poi abbiamo l'uomo tigre 2 che ripristina la tragedia finale, ma quale opera obbrobrio è giusto obliarla. Per me ovviamente.
Un altro paio di differenze fondamentali: nel manga non c'è il mentore anziano che consiglia l'Uomo tigre, non ricordo il nome, ma nella sua casa aveva un giardino zen, non c'è la rivelazione di Tigre con Ruriko, un momento altissimo di tutta la serie animata e nemmeno l'amico Diamon. Tanto per dire alcune differenze fra le più significative.

L'episodio 97 di Ken è uno dei momenti più emozionalmente intensi di tutta la serie. Wada è stato bravissimo a trasformare lo scontro manga che era un po' troppo asciutto. L'anime si che trasmette tutto il cuore di Juza. Rispetto. :tivenero:

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Re: Alla scoperta di Takuya Wada

Messaggioda Impe » 17/03/2015, 13:06

Hokuto. ha scritto:Un dettaglio sulle tre opere: mentre Rocky Joe e Ken sono belli sia in versione manga che anime, per l'Uomo tigre il discorso è diverso. In questo caso l'anime diverge parecchio dal manga da un certo punto in poi e a mio gusto per una volta è migliore l'anime, e per disegni e per pathos della storia. Il manga dalla sua ha un'articolazione maggiore e naturalmente è la fonte originale. Un'altra differenza fondamentale: la fine dell'Uomo tigre nel manga è tragica, nell'anime fugge e disperde le sue tracce. Poi abbiamo l'uomo tigre 2 che ripristina la tragedia finale, ma quale opera obbrobrio è giusto obliarla. Per me ovviamente.
Un altro paio di differenze fondamentali: nel manga non c'è il mentore anziano che consiglia l'Uomo tigre, non ricordo il nome, ma nella sua casa aveva un giardino zen, non c'è la rivelazione di Tigre con Ruriko, un momento altissimo di tutta la serie animata e nemmeno l'amico Diamon. Tanto per dire alcune differenze fra le più significative.

L'episodio 97 di Ken è uno dei momenti più emozionalmente intensi di tutta la serie. Wada è stato bravissimo a trasformare lo scontro manga che era un po' troppo asciutto. L'anime si che trasmette tutto il cuore di Juza. Rispetto. :tivenero:


Parlando di differenze manga/anime, credo che la morte di Naoto sia coerente con l'essenza drammatica dell'opera. Nel manga viene maggiormente esaltato il percorso personale di redenzione del mitico Naoto, è più introspettivo, nell'anime a mio avviso questo aspetto viene un po' oscurato per dar spazio al desiderio di vendetta del protagonista. È anche vero che lo stile della serie animata rende l'Uomo Tigre ancora più figo della controparte su carta. Ovviamente l'opera originale resta una, però l'anime resta una riuscitissima "variazione sul tema" visto i milioni di fans del Tigre.

Peccato per L'Uomo Tigre II invece...
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Re: Alla scoperta di Takuya Wada

Messaggioda Hokuto. » 19/03/2015, 11:16

E' che io non sopporto i finali tragici. Ti lasciano sempre l'amaro, coerenza o non coerenza. Chiaro che l'autore fa quello che ritiene più opportuno, ma io preferisco sempre altre vie, a costo di barare. Chiamatemi irregionevole, ma non li digerisco proprio. In HNK e anche in Soten i comprimari via via muoiono tutti. In Soten almeno a scoppio ritardato. Imputo a questo e alla chiusura anticipata che il maestro della Cao (credo) sopravvive a fine serie. Io me lo sentivo che moriva pure Bart, ma incredibilmente Ken lo resuscita. Cioè, manco Bart è sfuggito alla maledizione di chi sta vicino a Kenshiro e muore, però resuscita. Che anche per le caratteristiche della serie è uno strappo alla realtà del manga. Insomma quello è un vero miracolo, ma come atto finale, giacché la serie era finita, BuroHara si è preso questa licenza. Una bella barata, ops, virata in reatà. In effetti Ken dimostra alla fine che la sua evoluzione gli ha permesso di trascendere la sua stessa realtà.
E meno male dico io!! Ci speravo proprio.

Per chi non lo sapesse, ma anche il manga di Mimi e la nazionale della pallavolo finisce con la "morte" virtuale di lei. Nel senso che non muore realmente, ma si scopre che ha un male e a seguito dell'operazione non potra mai più avere figli. Ho mandato all'autrice un Vaffa (anche questo virtuale) per direttissima...

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Re: Alla scoperta di Takuya Wada

Messaggioda Impe » 23/03/2015, 18:09

Hokuto. ha scritto:E' che io non sopporto i finali tragici. Ti lasciano sempre l'amaro, coerenza o non coerenza. Chiaro che l'autore fa quello che ritiene più opportuno, ma io preferisco sempre altre vie, a costo di barare. Chiamatemi irregionevole, ma non li digerisco proprio. In HNK e anche in Soten i comprimari via via muoiono tutti. In Soten almeno a scoppio ritardato. Imputo a questo e alla chiusura anticipata che il maestro della Cao (credo) sopravvive a fine serie. Io me lo sentivo che moriva pure Bart, ma incredibilmente Ken lo resuscita. Cioè, manco Bart è sfuggito alla maledizione di chi sta vicino a Kenshiro e muore, però resuscita. Che anche per le caratteristiche della serie è uno strappo alla realtà del manga. Insomma quello è un vero miracolo, ma come atto finale, giacché la serie era finita, BuroHara si è preso questa licenza. Una bella barata, ops, virata in reatà. In effetti Ken dimostra alla fine che la sua evoluzione gli ha permesso di trascendere la sua stessa realtà.
E meno male dico io!! Ci speravo proprio.

Per chi non lo sapesse, ma anche il manga di Mimi e la nazionale della pallavolo finisce con la "morte" virtuale di lei. Nel senso che non muore realmente, ma si scopre che ha un male e a seguito dell'operazione non potra mai più avere figli. Ho mandato all'autrice un Vaffa (anche questo virtuale) per direttissima...


Diciamo che la morte del protagonista è tema ricorrente nei manga/anime. Mi vengono in mente le sconvolgenti dipartite di Spike (Cowboy Bepop) o di Kim (Touch), secondo me, al di là della coerenza di un'opera, è anche un modo per conferire immortalità ai personaggi, creare il mito.
Parlando della sette cicatrici di Burt, io ho sempre trovato tutta la vicenda una grossa minkiata, una delle tante forzature che troviamo in Hokuto no Ken. Per non parlare del fatto che resusciti non si sa come, come hai detto tu, una bella virata dalla realtà. Una vicenda costruita ad hoc per sconvolgere i fans, prima con l'idea di una morte atroce e inevitabile, e poi con l'inatteso (e deboluccio dal punto di vista della coerenza narrativa) colpo di scena finale. Ken ha fatto la magia e tutti felici e contenti. YEEEEE!
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