Miyazaki, i libri per ragazzi all'origine e non

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Re: Miyazaki, i libri per ragazzi all'origine e non

Messaggioda Hokuto. » 06/03/2016, 13:13

Il ciclo di Prydain, saga fantasy da cui la Disney ha tratto il film Taron e la pentola magica.
Per quanto in questo caso Miya non c'entri niente, ho voluto ugualmente porre in luce la corrispondenza libro- film di questo classico e semisconosciuto film animato della Disney.
Poiché mi sono appena giunti i due tomi, non ho ancora avuto modo di leggere manco una riga, e poi stavo finendo il libro di Calpurnia, però posso dire due cosette sul film che questo l'ho visto.
Primo, mi è piaciuto moltissimo. Atmosfere fantasy decisamente cupe, quasi da film horror sebbene ammorbidite. L'unico cartone Disney con Parental Guidance 13, tanto per capirsi (a me sembra esagerato, c'è tanto fumo, ma poco arrosto a livello malvagità). Finalmente niente momenti di cabaret musicale.
Una spada magica fichissima, ma non protagonista. Una principessa di azione e carattere, perlomeno dove il film le da spazio. Impagabile la voce di Grande Puffo di un personaggio.
Per essere onesti il film non è privo di limiti individuabili da due fattori: la riduzione di una saga di 5 libri in un film di 90 min è di per sé difficile. Ma non ho capito bene, pare che la storia sia ispirata solo ai primi due libri. Voci contrastanti. Il secondo è che vista la cupezza la Disney ha operato tagli per 20 min buoni portandolo a 70 min. Conseguenza il film ha delle lacune nella storia. Se è bello anche così, chissa come doveva essere in origine.
Spero in un br integrale. I fans lo chiedono e io mi associo.

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Re: Miyazaki, i libri per ragazzi all'origine e non

Messaggioda Hokuto. » 09/03/2016, 11:00

Ho cominciato il libro. E' davvero troppo presto per parlarne, però... Il primo capitolo mi ha fatto storcere il naso. Scrive proprio come un uomo. Classicamente. Però per i capitoli successivi: WOW,WOW,WOW,WOW!

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Re: Miyazaki, i libri per ragazzi all'origine e non

Messaggioda Hokuto. » 10/04/2016, 2:09

Avrei voluto scrivere prima, spinto dall'entusiasmo, ma ho resistito perché ci tenevo ad avere una panoramica completa; non si sa mai cosa gli possa pigliare a un autore.
Orbene, impazzimenti non ci sono, e se avessi scritto prima sarebbe stata una serie quasi ininterrotta di elogi. Ora che l'ho finito posso dire che è una saga bellissima, soltanto il finale, o megli l'epilogo (perché il climax che lo precede fila liscio liscio), non mi è piaciuto granché. Di contro non mi pare di aver letto altre critiche sul finale, è evidentemente una mancanza di sintonia personale.
Allora, allora, i libri si lasciano leggere molto facilmente, il cast di personaggi principali, oltre ad essere un po' variegato, è praticamente come una famiglia. Son convinto che questo è uno dei fattori che contribuisce a dare un'impronta un poco ammorbidita al romanzo che in effetti è un ottimo candidato per lo stile Disney, oltre a configurare una visione circoscritta e intimistica degli avvenimenti.
L'impronta, se vogliamo, è ammorbidita, ciononostante a livello fatti e sentimenti non si fa mancare nulla. Compresi momenti assai esilaranti.
Questo è un fantasy, ma è impossibile definirlo Heroic o Dark fantasy. Taran sogna di essere un grande guerriero, ma come si vede nel film, si rende pure conto che quel ruolo è oltre la sua portata.
I cinque libri della saga rappresentano ciascuno un episodio specifico nella vita del protagonista, successivo al precedente. La continuità non manca.
Nel primo, Il libro del Tre, facciamo conoscenza con Taran e il suo mondo, i buoni e i cattivi, i compagni, le arti magiche e il primo confronto. Nel secondo, Il calderone Nero, si affronterà il malvagio artefatto. Nel terzo c'è un salvataggio da compiere, nel quarto, Taran il Girovago, il titolo già dice tutto. Tranne la motivazione. Non voglio levarvi la sorpresa. Nel quinto, il Sommo Re, c' è il climax complessivo di tutta la vicenda.
Fra le cose che più mi sono piaciute c'è sicuramente la resa dei caratteri dei vari personaggi. La principessa è fortissima, vivace e, per quanto può, fuori dagli schemi. Non solo nelle azioni, quanto soprattutto nel modo di parlare ed esprimersi. E pure il nano è buffissimo. Il bardo e Gurgi li ho apprezzati col tempo. Del primo in particolare siamo distantissimi dal menestrello del film. E Taron/Taran è un personaggio in crescita.
Invece fra i punti di debolezza c'è il contesto che talvolta castra l'esuberanza dialettica della principessa e Taran che è fin troppo rispettoso (il darsi educatamente del Lei che ho ritrovato nei libri di fantascienza di Urania, mi ha fatto smettere di leggerli. Mi sembravano tutti uguali). Queste cose si possono ravvisare pure nel film.
Nel complesso i pro stracciano i contro, ed è per questo che l'epilogo mi è dispiaciuto ancora di più.
Quantomeno da risposte a quesiti che ci si poneva dalle prime pagine: perché il Libro del Tre si chiama così, cosa c'è scritto? Dopo aver letto tutta la saga, finalmente la risposta. ^_^

E adesso c'è la parte più dolorosa: il libro è esaurito, fuori corso, perciò bisogna ricorrere a comprovendolibri o altri negozi dell'usato librario, oppure, aiuto, comprare il cofanetto inglese. Io l'ho visto in foto. E bellissimo e coloratissimo, con tanto di mappa. E, altro vantaggio, il testo non è filtrato dal traduttore/trice che ho avuto modo di verificare su un trafiletto di Elric di Melniboné, è stato decisamente mortificante e appiattente. In lingua originale questo rischio non c'è. ;)
Il libro è pensato per i ragazzi, per cui non dovrebbe trattarsi di un inglese ostico, ma basico. Un po' però bisogna masticarlo.
Per quanto mi riguarda è il miglior fantasy che ho letto e l'idea di un cofanetto che gli renda giustizia mi stuzzica non poco. :ataa:

Ps non sono riuscito a trovare la saga in un unico libro raccoglitore, ma in due. Tutto sommato penso sia pure meglio così; più facile da maneggiare e mi godo la seconda copertina decisamente più bella. :)

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Re: Miyazaki, i libri per ragazzi all'origine e non

Messaggioda Hokuto. » 11/04/2016, 0:03

Forse alcuni post sopra (+ probabile) o altrove su queste pagine, Impe mi ha chiesto se mi piacciono i fantasy.
Ne conosco pochi in verità:
Lo Hobbit, il Signore degli Anelli, Conan il barbaro, Elric di Melniboné, Il campione eterno (stesso autore di Elric) e i letti di recente L'ultimo elfo e l'ultimo orco (+ il resto della saga) e ora la saga di Taran di Prydain.
A questi cicli ho affiancato un paio di antologie perché includevano ciascuna un'avventura extra di Elric.

Notare che il mio ideale fantasy si rifà al gioco Dungeon & Dragon e tutti quese saghe che ho letto se ne discostano molto. Mi sono capitate fra le grinfie perché famose. Ciascuna ha punti di forza e debolezza.
Brevissimamente quelli che mi sono piaciuti tanto tanto: La saga di Prydain, la più equilibrata; stupendo è il ciclo del campione eterno e assolutamente memorabile il tomo "Gli ultimi incantesimi". Peccato che questo libro non è autoportante: sebbene il protagonista non è quello dell'intera saga, la sua storia è un tassello della storia del protagonista della saga. Anche il libro capostipite, L'ultimo Elfo è bellissimo e in più è autoconclusivo.
Io mi chiamo Yorsh. Anche questo veramente bello, ma è la ciliegina sulla torta della saga dell'ultimo, quindi ha senso solo se si conoscono gli altri tomi della saga.
Con Conan ho un rapporto di amore-odio. Per essere bello lo è, senza dubbio. E anche vario nelle ambientazioni e nei ruoli, lestofanti, di Conan, ma il punto è che essendo Conan vincolato alle sue caratteristiche e alla natura episodica, alla lunga stanca e risulta un po' ripetitivo.

Orribili le antologie. Di due solo una storia era veramente entusiasmante. L'unica utilità è che ho capito che le autrici americane (di cui queste antologie erano ben fornite) è meglio evitarle.

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Re: Miyazaki, i libri per ragazzi all'origine e non

Messaggioda Hokuto. » 24/06/2016, 17:16

La canzone del mare



Un film d'animazione assolutamente meraviglioso. Denso di magia, poesia. Se piacciono i film di Miyazaki dovrebbe piacere anche questo.

Io l'ho visto ed è davvero bello. Una fiaba in movimento, sia visivamente che all'ascolto: l'audio ha lo stesso spirito delle immagini; un tutt'uno perfetto. Mi ha trascinato dall'inizio alla fine.

Il trailer permette veramente di saggiare l'opera che si andrà a vedere. Perciò consiglio caldamente di guardarlo.

Per approfondire: http://www.mymovies.it/film/2014/songofthesea/

Ciao

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Re: Miyazaki, i libri per ragazzi all'origine e non

Messaggioda fake » 09/10/2016, 14:01

Mentre cercavo info su Terramare mi sono imbattuto su quest'opera cartacea di Miyazaki, Shuna no Tabi - Il viaggio di Shuna.
Perché dicevano che Goro Miyazaki ha pescato anche da questa opera per fare il suo Terramare. Secondo me chi ha scritto questo ha preso una cantonata bestiale. Mi devo riguardare Terramare per sicurezza, ma a memoria non viene niente.

Piuttosto Shuna è stato ripreso per costituire molti elementi de "la principessa Mononoche"; davvero ci sono molte similitudini per non dire identità. Yakult, lo stambecco, per esempio è nato qui!
La parte iniziale ricorda invece Nausicaa.
Unico rammarico è che la storia avrebbe bisogno di un seguito, ma pazienza.

Note importanti:
Tutto a colori
Tutte illustrazioni.
Più che un manga è un racconto per illustrazioni legate da didascalie. Nessuno o pochissimi ballon e dialoghi diretti.
http://mangapark.me/manga/shuna-no-tabi/s2/c1


Per Terramare la fonte sono dei romanzi fantasy (oh, no!) di una scrittrice americana (oh,no! x2). Dal momento che ha passato il vaglio di Miyazaki, mi tocca leggerlo! :p

Per intanto posso fornire solo consigli indiretti:
due edizioni, nord e mondadori.
Quella mondadori è più completa (non posso dire niente però sulla qualità dell'una e dell'altra), ha un sottolibro in più, credo di storie aggiunte e satelliti. E' posto in fondo al volume però un lettore su amazon ha detto che cronologicamente andrebbe letto prima dell'ultimo libro della saga.
Non c'è molta azione. Dicono per lo più concentrata in fondo ai volumi. Il personaggio cresce col racconto. Pare che lo sviluppo e la crescita dei personaggi sia fatta benissimo. Mi sembra che ci sia molta magia, ma del tipo non automatica-facile. Posso speculare più del tipo di derivazione da pozioni. Non è detto che sia così, mi pare di aver capito così dai commenti.

Sono Hokuto, ma non riesco più a loggarmi e non mi manga il link per attivare una nuova pass, perciò continuo come fake di me stesso, ha ha. Autolol :lol:

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Re: Miyazaki, i libri per ragazzi all'origine e non

Messaggioda Hokuto. » 31/12/2016, 11:02

Ho finito Terramare. Ho già fornito solide impressioni in corso d'opera nel topic "Letteratura fantasy" che sostanzialmente posso confermare.
Il libro NON mi è piaciuto, ma è soggettivo.
Sostanzialmente Goro ha fatto una specie di riassunto/rimaneggiamento poco chiaro in cui ha inserito elementi compatibili da Shuna no Tabi di papi Hayao (situazioni similari). Nel film il personaggio principale è stato spostato da Sparviere ad Arren. L'elemento che più si è perso, ed è grave secondo me, è la natura del mondo di Terramare che nel libro è un arcipelago di isole.
Se dovessi scegliere fra libro e film, sceglierei il film. Ovviamente il libro si sviluppa a dovere, ma cinicamente la visione del film impegna per meno tempo, oltre a presentare un poco di azione in più.
Come opera complessiva terramare è stata piuttosto sfortunata. Per nulla avvincente il libro (sempre parere personale), è però piaciuto a Miyazaki che voleva farne un lungometraggio, ma l'autrice del libro, la Ursula Kroeber Le Guin si è rifiutata di dare il beneplacito. Quando finalmente, dopo anni e anni, sua altezza ha vagliato le opere di Miyazaki e si è convinta della bravura di Miya, al nostro regista era passata la voglia. E benché alla Le Guin era stato assicurato che il film l'avrebbe diretto lui (trattativa avvenuta fra l'autrice, Miyazaki e Toshio Suzuki (produttore)), alla fine la regia è stata passata nelle mani del figliolo Goro.
Che dire, chi cerca trova!
Hayao ha una forte personalità, forti idee e stile e le imprime nelle opere da cui trae spunto. Per Hayao l'imperativo è "liberamente tratto da". Goro è diverso, è molto più appiattito al materiale originale. Aggiungiamo l'inesperienza da opera prima ulteriormente imbrigliata dai vincoli del pesante fardello e possiamo capire come il film sia venuto strozzato. Alcune cose sono belle, altre meno. Lo apprezzo o meno a seconda dello stato d'animo con cui lo guardo.


Tornando al libro, nella mia mente si è formato un aggettivo per definirlo: statico.

Adesso posso aggiungere dati, impressioni, smussature. Ok, ok. Il cuore della mia esperienza resta l'aggettivo di cui sopra.
Storia libro 1 protagonista diventa mago. Ricoda un po' Enry Potter. Scuola di magia. Magia che è presente in tutti i libri. Si basa sulla nominazione, il potere magico dipende dalla conoscenza del vero nome di cose e persone ad opera di persone dotate di talento magico. Capacità innata prerogativa solo di alcuni.
Storia libro 2 La storia di Tenar. Assente nel film. Tutta al femminile. Tenar appartiene a un altro popolo con usi, costumi, lingua, colore della pelle (bianchi di pelle e biondi) e religione completamente diversi. La magia non è l'unica potenza ultraterrena.
Storia libro 3 La storia di Arren. L'Arren del film è una combo di questo personaggio+il passato di Sparviere. Questo libro è il più vicino alla vicenda cardine del film. Il più avventuroso, è un lungo viaggio. L'ho trovato anche il più noioso. Con questo libro vengono introdotti attivamente i draghi.
Storia libro 4 La storia di Terru/Tehanu. Personaggia molto diversa da quella del film. Decisamente più malmessa.
Libro extra, diciamo 4.5, Le leggende di terramare. Confermo assolutamente che va letto prima del quinto libro. Nel quinto ci sono personaggi di questo libro. Non sono retroscena, è dato per scontato aver letto prima la loro storia. Quindi occhio, il libro complessivo mondadori che è completo anche delle leggende, le riporta per ultime, perciò finito il quarto libro non bisogna farsi prendere dall'inerzia della pagina dopo e saltare invece al libro delle leggende e solo finito quello si torna indietro e si può leggere il quinto.
Leggende: Altre storie di contorno su terramare con altri personaggi. Alcune si legano alla saga principale. Fra queste e certe rivelazioni nel quarto libro, abbiamo la spiegazione di certi avvenimenti culmine nel film.
Storia libro 5 Alta tensione fra draghi, umani, razze di umani e spiriti dell'occidente. E' l'epilogo. Si ricucirà lo strappo? Il cambiamento è imminente.
La grande nebulosità della storia ha tenuto vivo il mio interesse dall'inizio alla fine nonostante i perduranti problemi di ritmo assente.
Per come lo ricordo, è estraneo al film, sebbene gli avvenimenti del terzo libro siano propedeutici a questo.

Note generali: la storia evolve con una lenta cadenza sempre uguale. Un metronomo. Zero accelerazioni di ritmo.
Leggere della pausa del te o l'avvenimento climax è uguale. Il tono è sempre lo stesso. mono-tono=monotono. Non c'è epicità appunto. Bere il te o affrontare X si risolve sempre con la stessa statica cadenza.
Non sono storie di guerrieri, ma dell'azione della magia.

Il bello del libro va cercato altrove. Ad esempio può essere rivelatore delle psicologie, specie femminili. Il libro si concentra molto sulle operazioni di vita quotidiane (anche se a dir vero, sarà che ne ho sentita fin troppa di psichiatricologia, e anche per come è esposta, che per me questa è di sterile utilità).

PS di Goro ho visto La collina dei papaveri: questo film non è avventuroso, non è un action. Però la storia mi è piaciuta molto. La guerra studentesca contro la direzione per la salvezza dell'edificio scolastico sede di club
si intreccia con lo sboccio dell'amore fra uno studente e una studentessa e l'impedimento allo stesso.
Stupenda la marcia delle ragazze e lo struggimento amoroso ostinato, assoluto e lucidissimo della protagonista.

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Re: Miyazaki, i libri per ragazzi all'origine e non

Messaggioda fake » 10/01/2017, 8:12

Dopo queste +- belle divagazioni su Goro e Mare, parlerò nuovamente di un libro legato a un film di papà Hayao.

Il film è il bellissimo Laputa, il libro è I viaggi di Gulliver.

Ammetto di essere terribilmente scettico verso il vecchiume letterario (che brutta espressione, ma è proprio quello che sento), e mi sono accostato a questo libro con moltissima diffidenza. Perché anche fra le opere datate ce ne sono alcune che in qualche modo mi possono ispirare di più e altre di meno. Questa decisamente è fra le meno, ma per amore di conoscenza Miyazachiana mi sono lanciato nell'impresa.

Bello, brutto, attinente?

Attinenza. L'unica cosa in comune è la presenza di un'isola volante di nome Laputa. Basta.
Ahi, ho letto il libro per niente!

Bello, brutto? Il libro è vecchio e si vede che è datato. Il protagonistà è un signore inglese normale che si comporta normalmente. Viaggiatore, finisce ora per naufragare in una terra di uomini piccolissimi, ora in una terra di giganti di 15 metri e altre. Gulliver vi vivrà in mezzo da una posizione subordinata di servo/prigioniero sorvegliato speciale. Con i nativi crea relazioni in atteggiamento diplomatico di conoscenza reciproca.
Perciò pochissima azione/avventura dinamica. E' un libro "seduto", nessuna azione da eroe a parte un paio di circostanze nel paese dei lillipuziani, gli uomini piccolissimi dovute però alla stazza piuttosto che ad azioni temerarie.
Il confronto dialettico permette di esplorare i diversi usi e costumi dell'inghilterra e dell'europa con quelli di questi popoli fantastici di cui Gulliver farà anche conoscenza diretta da spettatore.
Nell'ultima parte, quella con gli Yahoo, vi è un serratissimo approfondimento di tutte le storture delle relazioni umane, nei modi, atteggiamenti, ruoli, professioni, professione medica, motivi delle guerre, propensioni all'inganno, al raggiro, scienza ed esperimenti "scientifici", ecc.
Il libro è strutturato a puntate: partenza dall'Inghilterra, naufragio/ammutinamento, incontro con popolo particolare e vita assieme per x tempo, ritorno in Inghilterra, nuovo viaggio.
Il libro è disponibile online legalmente e gratuitamente (per via dell'età è di dominio pubblico)
Quindi volendo si può scaricare e leggere soltanto i capitoli di Laputa, MA,
Per ciò che concerne Laputa, lo spazio dedicato è piccolissimo. Ci si dirotta quasi subito su un'isola terrestre abitata dalla stessa gente. E neanche è molto avvincente.
Per parte mia preferisco la parte seconda, UN VIAGGIO A BROBDINGNAG e la quarta UN VIAGGIO NEL PAESE DEGLI
HOUYHNHNMS, dove sono gli Yahoo.
Qui il link
http://www.liberliber.it/mediateca/libr ... lliver.pdf
A dispetto del numero di pagine, si legge quasi d'un fiato. Un'altra edizione sempre integrale online ha solo 160 pagine. Evidentemente una diversa impaginazione.
Importante, il libro chiude come si deve, ha un finale. Banale? Si, ma non sempre è così.
Non ho detto se il libro è bello o brutto.
A me NON è piaciuto, MA NON perché sia brutto, anzi devo ammettere che lo trovo ben scritto, anche trascinante e la lettura scorre molto fluida. Questo nonostante lo stile, il modo e il pensiero a monte siano datati. Generalmente piacevole, in qualche occasione fa pure ridere ed è pure ben rappresentativo dei casini dell'uomo e della società occidentale.
Allora perché dico che non mi è piaciuto? Sopra ho esposto le caratteristiche oggettive che ho riscontrato e che sono in massima parte positive.

Ma soggettivamente, semplicemente, l'età e il genere non fanno per me.

Quindi se si cerca un'avventura fantastica alla Laputa il castello del cielo, si può tranquillamente sorvolare perché non lo è e non c'entra praticamente niente col lungometraggio.

Se siete meno schizzinosi e chiusi di me e può piacere una panoramica tranquilla delle assurdità e dei vizi dell'uomo moderno (in questo è tragicamente sempreverde), allora i Viaggi di Gulliver possono rappresentare una lettura piacevole e appetibile.

Ps Non è per niente un libro per ragazzi. Difetto da conoscenza superficiale.

PPS Nell'edizione che ho linkato c'è una lunghissima prefazione di una barbosità assoluta. Io l'ho saltata quasi subito (uomo avvisato, mezzo salvato; DONNA AVVISATA...
Spoiler:
FATICA SPRECATA!! :p
). Scusa professore.
:malandrino:

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Re: Miyazaki, i libri per ragazzi all'origine e non

Messaggioda fake » 04/02/2017, 4:32

Arrietty. Film non di Miya, ma dello studio Ghibli. E si vede. Poteva essere un nuovo Kiki, e invece non mi ha preso un granché. L'ho trovato un po' troppo fatalista e tragico.
E stato tratto dalla saga degli sgraffignoli di Mary Norton.
Prima di procedere una precisazione importante: in Italia i libri degli sgraffignoli erano stati tutti tradotti. Sfortunatamente alcuni sono andati esauriti e non più reperibili. Il materiale attualmente fruibile consta del primo e del terzo libro in formato cartaceo, il secondo pure è leggibile, ma solo come libro digitale.
E' obiettivamente una mancanza che si fa sentire perché pur essendo una saga, il primo libro ha una fine precisa e conclude un percorso, una storia; il secondo e il terzo invece sono monchi di capo e coda, o meglio, si legano l'uno all'altro e con gli altri della saga. Sono grossi episodi con un bel "continua" alla fine.
Di norma mi piace parlare di un ciclo di libri quando l'ho finito del tutto, ma non essendo possibile in questo caso mi lancio a raccontare le mie impressioni dopo i tre libri. Ebbene, il primo lo lessi abbastanza tempo addietro e non mi colpì particolarmente. Due e tre mi sono piaciuti parecchio. Intendiamoci, stellari no, molto validi si. Mi manca il quarto (e il quinto), ma non si trova.
Mi sa tanto che per sapere il resto della storia mi tocca leggermelo in inglese (nessuna voglia). Notare che si trova in lingua inglese in 5 libri, oppure un volume economy tutto incluso che racchiude un nuovo capitolo della storia, ma per quel che ne so io il quinto libro conclude la parabola della storia degli sgraffignoli. Quindi il sesto sembra un sovrappiù.
Questi libri li potrei definire un mix domestico-avventuroso dal taglio bonario. E infatti è decisamente più rilassante leggere la storia rispetto alla visione del film. Il risultato è lo stesso, ma la via percorsa no e la percezione cambia tantisso.
ps nel film apppare un personaggio, lo sgraffignolo selvaggio, che si rivela nel secondo volume.
pps nel libro si nomina spesso questo personaggio, Egglettina. La risposta è nella seconda storia, ma per chi si sente appagato già solo col primo libro, per non rassegnarsi a non saperne il fato, dico sotto spoiler cosa le è successo
Spoiler:
Egglettina è viva e vegeta e vive con i suoi ^_^

Ciau.

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Re: Miyazaki, i libri per ragazzi all'origine e non

Messaggioda Hokuto. » ieri, 20:06

I sospiri del mio cuore

Finalmente mi sono deciso a vederlo. Questo film dello studio Ghibli è stato liberamente tratto dal manga Mimi wo sumaseba - Sussurri del cuore- di Aoi Hiiragi, edito in Italia da Star Comics.
Noto che il film non è stato girato da Miyazaki. La storia però è sua. Che classicamente ha stravolto il materiale originale per confezionare una storia come piace a lui.
E il risultato di questi passaggi?
Tutto bene, il film è di un bello straordinario e il tocco di Miya si sente eccome.
Viceversa il manga è carino e simpatico, ma tutt'altro che superlativo. Questa è un'impressione antica, mi riprometto di rileggerlo perché non lo ricordo bene e sarei anche scorretto a parlare adesso degli agganci manga col film.
Importante: la storia è contemporanea, diciamo pre-cellulari.
Per ora focalizzo l'attenzione su tre temi: l'amore, l'autodeterminazione e la "magia".
Centrale nel film è lo sboccio della storia d'amore fra la protagonista, Shizuku, e un insospettato compagno di scuola. Se può interessare, lo spirito del sentimento mi ha ricordato per tipo quello de La collina dei papaveri.
La turbolenza emotiva induce lei a riflettere su se stessa e a prendere in mano la propria vita; o quantomeno si da un bello scrollone rispetto al tran tran generale.
In questo il film mi ha ricordato un po' gli atteggiamenti visti in "Le situazioni di lui e lei".
Magia: ho letto diversi pareri e non riuscivo a capire se nel film c'era o meno la magia. Alcuni la negavano, altri dicevano che c'era. Se uno prende in mano il disco vede Shizuku che salta insieme a un gatto antropotizzato in giacca e cravatta/frak. Questo farebbe propendere per "la magia c'è". Dopo la visione del film, so finalmente come stanno le cose. Si la magia c'è, ma non è quella delle maghette e dei poteri magici, (in questo la copertina è deleteria e fuorviante della resa ambiente normale del film) è la magia vera, quella fatta da scorci e panorami incantevoli, da momenti sublimi che restano nel cuore; dai sentimenti, dalle storie e dalle fantasie trasmesse dalla resa artigiana delle opere frutto del lavoro delle mani d'uomo, quali romanzi, statue e altri manufatti più o meno complicati e dal calore umano. Un parallelo per dare l'idea può essere Il magico mondo di Amelie.

Quando avrò riletto il manga fornirò anche qualche altro dettaglio interessante; per ora mi congedo, ciao.


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