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mad max fury road poster

Mad Max è uno dei brand cinematografici a cui i fans di Hokuto no Ken devono molto, senza lo scenario distopico immaginato da Miller, probabilmente Hokuto no Ken non sarebbe stato lo stesso e non avrebbe avuto lo stesso successo. A 36 anni dal primo film, una delle saghe più epiche della storia del cinema torna nelle sale con una nuova FOLLE reincarnazione dal titolo MAD MAX: FURY ROAD, uno dei films più belli che abbia mai visto e su cui è giusto spendere qualche parolina.
Quando le prime informazioni sul film hanno cominciato a circolare in rete, molti, me compreso, erano scettici sul buon esito dell'operazione; perchè diciamocelo, le parole REBOOT e SEQUEL ci fanno paura. La storia ha dimostrato che rimettere mano a saghe leggendarie spesso significa partorire commercialate sconclusionate che finiscono per inficiare persino il valore delle opere originali (vero Buronson e Hara?)

pinguini pucciosi

                                                                           "Che tocca fa pe' magnà!"

Negli ultimi 15 anni il genio George Miller si era occupato di maialini (Babe va in città) e pinguini (Happy Feet 1 e 2), la domanda allora sorgeva spontanea: sarebbe stato ancora in grado di confrontarsi con l'universo duro e crudo di Max Max?


ASSOLUTAMENTE SI.

IL VALHALLA LO ATTENDE... AMMIRATELO!!!


A 70 suonati anni, Miller tira fuori dal cilindro un capolavoro assoluto, a mio avviso IL MIGLIOR MAD MAX DI SEMPRE.
Fury Road è un film semplicemente sconvolgente, una corsa mozzafiato ambientata in uno scenario post-atomico credibilissimo. In questo film è tutto esasperato, dall'azione incessante e continua, alla superba colonna sonora curata dal musicista olandese Tom Holkenborg (aka Junkie XL) che martella i timpani per tutto il film. 

                                                         Un pezzo random dalla soundtrack del film.


Miller sostanzialmente ha preso il meglio del secondo capitolo della trilogia, The Road Warrior – Il guerriero della strada, moltiplicandolo all'infinito. La corsa finale del guerriero della strada diventa il fulcro di questo nuovo capitolo, ma tutto ora è realizzato in maniera PERFETTA, grazie anche ad un divario tecnologico scontato.
De "Il guerriero delle strada" ho sempre trovato bruttarelle le sequenze accelerate, realizzate per far credere allo spettatore che i veicoli stessero viaggiando a chissà quale folle velocità… in quei momenti sembra di sentire la musichetta di Benny Hill in sottofondo. In Road Fury, invece, ogni fotogramma sprizza equilibrio, tutto si amalgama alla perfezione dando vita ad un impatto sensoriale tremendo: la fotografia è a livelli altissimi e i colori vividi ti travolgono come un tornado, anche gli effetti speciali sono centellinati con sapienza, si è preferito fare maggiore ricorso a stunts pericolosi e spettacolari, ulteriore dimostrazione di rispetto verso lo spettatore.
Mad Max: Fury Road è un reboot che non è un reboot, volendo potremmo pure collocarlo nella trilogia originale, grazie ad alcuni riferimenti che possiamo cogliere nel film (es. il carillon). Ovviamente trattasi di ipotesi fini a se stesse, dato che lo stesso Miller ha più volte affermato di considerare i film di Mad Max come storie autonome, alla western maniera. 

Se con la trilogia originale Miller ha dettato i canoni degli action ambientati nel dopobomba, ispirando intere generazioni, con questo nuovo Mad Max prende quei canoni e li rinnova, li rende nuovamente attuali, più di 30 anni dopo. Lo fa dando vita ad un mondo completamente nuovo, molto più profondo di quello visto in The Road Warrior, proponendoci una marea di nuovi veicoli e personaggi, una vera e propria società post-atomica.

mad max doof warrior

                                                       "Lasciatemi rokkeggiare, con la chitarra in mano..."

Il Lord Humungus della situazione è Immortan Joe (Hugh Keays-Byrne, Toecutter nel primo film della trilogia), il cattivone che è riuscito a edificare la Cittadella, un oasi in mezzo al deserto dove controlla l'acqua e il popolo assetato, grazie al supporto di orde di leccapiedi skizzati con manie suicide, i Figli di Guerra.

toecutter immortan joe

                                    Toecutter 2.0 è una delle cose più fighe che si siano mai viste al cinema.

All'interno della Cittadella ci sono anche le bellissime mogli di Immortan Joe, donne segregate per scopi riproduttivi, che spingeranno l'Imperatrice Furiosa (una grandissima Charlize Theron) a tradire il grande capo e a lanciarsi nella corsa per la libertà a bordo della blindocisterna.

mad max furiosa

                  Max e Furiosa in una scena chiave del film, sulla destra spunta la testolina di Megan Ghella.

Il nuovo Max Rockatansky è interpretato da Tom Hardy, c'è poco da dire qui, se non che anche in questo caso la missione è riuscita. Il buon Tom non fa altro che mugugnare per l'intera durata del film, riproponendo così il Max scontroso e di poche parole del secondo film della trilogia. Di fatto il film si apre con Max Rockatansky inseguito dai Figli di Guerra, ma vedrete come nel dipanarsi della trama il nostro assumerà quasi un ruolo di secondo piano rispetto a Furiosa, che assurge al ruolo di vera protagonista.

the road warrior

"Per i francesi, Mad Max era un disperato in moto. In Giappone un samurai rifiutato dalla società, in Scandinavia un guerriero vichingo. Senza rendercene conto abbiamo pescato alla sorgente del mito dell'eroe universale". George Miller

Tra gli altri personaggi, troviamo Nux (Nicholas Hault) esaltato Figlio di Guerra alla ricerca dell'immortalità che finirà per redimersi in nome dell'amore, e Valchiria affidata a Megan Gale, l'attrice australiana sembra ripercorre idealmente il canovaccio dei cinepanettoni: mi spoglio per dare un senso alla mia presenza nel film. Purtroppo, senza Ninuzzo D'Angelo non è la stessa cosa... c'è poco da fare, la ricorderemo sempre così:

In definitiva questo è il Mad Max che Miller ha sempre sognato di realizzare, un budget più ampio e i nuovi mezzi tecnici gli hanno permesso di spremere al massimo il V8 della pazzia, dando vita ad un film destinato a fare storia così come fece il primo Mad Max nel 1979.


È di queste ore la notizia che Fury Road avrà un seguito dal titolo MAD MAX: THE WASTELAND.

Miller ci ha preso gusto e non possiamo che esserne felici, e direi che a questo punto è lecito sperare in una comparsata di Mel.

mad max fury road miller hardy gibson

                                                George Miller, Tom Hardy e un bifolco australiano a caso.

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