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masami suda cartoonist2013

Come preannunciato, pubblichiamo l'intervista fatta al Maestro Masami Suda al Cartoonist 2013.

Video e traduzione sono stati forniti dal mitico Pietro Spedale (Pieshiro) che adesso potete trovare anche su Facebook con una fanpage dedicata ai suoi incredibili lavori. Ma le novità non finiscono qui, presto avrà anche un suo blog dedicato!


VIDEO DELL'INTERVISTA

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TRADUZIONE DELL'INTERVISTA

Loro sono il top dell'animazione giapponese. E grazie alla loro passione e dedizione che tutti noi oggi siamo qui presenti, ed è un grande onore riceverli e chiedo a tutti voi di fare un bell’applauso per accoglierli calorosamente. Inizialmente faro una domanda di carattere generale: Che impressione vi fa stare tra noi oggi?

Suda: Sono venuto in Francia la prima volta 17 anni fa, ci sono ritornato 7 anni fa per vedere Parigi, e ancora una volta ho rivisto delle facce che già avevo visto quando ero venuto le prime volte. E’ una grande gioia ed onore ritrovarmi tra di voi oggi.

Quanto è difficile oggi riuscire nel mondo dell’animazione?

Suda:  Io non sono entrato nell’animazione perchè l’amassi, ma perchè, come ha detto il mio collega Tnunoda, avevo tanta voglia di disegnare, aspiravo a diventare un grafico. Ma mi si è presentata questa offerta da parte della Tatsunoko. Quando sono entrato nello studio, la verità è che non provavo tanto gusto per lì’animazione anche se è vero che disegnavo molto spesso, ma sentivo che mi mancava qualcosa. In quel momento ho avuto la fortuna di lavorare alla serie Gatchaman, potete vedere il personaggio seduto lì. E' lavorando a questa serie che ho capito che l’animazione poteva darti un ampio ventaglio di scelte e tanta libertà, è da qui che è partita la scintilla che mi ha permesso di far carriera e di essere presente qui oggi tra di voi.

Avrebbe mai immaginato di diventare uno dei simboli dell'animazione giapponese?

Suda: Neanche Io all’inzio sapevo cosa avrei rappresentato per l’animazione, è vero che all’inizio disegnavo molto però non mi sentivo molto coinvolto. E’ solo dopo un pò e soprattutto dopo aver capito che potevo fare qualcosa dove mi sentivo libero che ho iniziato ad impegnarmi a fondo e a sentirmi veramente coinvolto nell’animazione.

Come nascono i tuoi personaggi?

Suda: Come voi sapete disegno spesso personaggi molto possenti e forti. Quando cerco di sviluppare un personaggio la prima cosa a cui penso è la posa, in che modo andrò a rappresentarla e come tirar fuori il massimo dal personaggio è da questa linea che inizio a crearlo. E’ vero che ultimamente ho lavorato a tante opere differenti, ma il punto di partenza è come dare valore al personaggio. E dopo qualche riflessione lascio partire la matita e creo il personaggio.

Come è stato il suo primo impatto con il mondo dell'animazione?

Suda: All’inizio sulla serie Gatchaman ho lavorato senza sosta, cosa che mi ha procurato dei problemi cardiaci e che mi ha lasciato immobile per diverse settimane, in quei momenti pensavo veramente, visto che non riuscivo più a respirare, che sarei morto. A un certo punto però, ho iniziato a recuperare e oggi sono convinto che sono l’animatore che pratica più sport di tutti . Da questo ho realizzato che se vuoi trarre il meglio dal tuo lavoro devi essere tu a gestirlo e non lasciare che sia lui ad ucciderti.

Che ne pensa dei fans e dell'affetto che dimostrano per Gatchaman?

Suda: Personalmente sono ipercontento di incontrare i miei fans, soprattutto quelli stranieri. Ultimamente ho riflettuto molto su Gatchaman e sul fatto che oggi tra i giovani ci sono molti fans che continuano ad interessarsi a questo anime. Io onestamente tempo fa pensavo fosse una serie vecchia, e avevo smesso di disegnarla, è solo ultimamente che riguardando i vecchi disegni, ho riscoperto questo vecchio modo di disegnare, guardandolo sotto un'altra ottica, e spero, anzi sono convinto che inizierò di nuovo a disegnare i personaggi di Gatchaman per me stesso e spero che un giorno riuscirò nuovamente a far divertire i bambini con le mie serie.

Vi ringrazio per il vostro incoraggiamento, spero di avere di nuovo la possibilità di fare serie per i "giovani bambini". Mi auguro che ci sia una nuova forza che permetta all’animazione giapponese di continuare a splendere in Europa.

 

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