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Pietro Spedale ed Enrico Croce, due amici e Hokuto Fans con la F maiuscola (e pure con la H), hanno trascorso un'indimenticabile settimana insieme in Giappone. Giorni fatti di tanti incontri con Leggende dell'universo Septa-stellato e momenti di epicità estrema. Li ringrazio ancora per aver voluto condividere questa esperienza con tutti noi e vi lascio al resoconto, curato da Enrico, della settimana più bella della loro vita.


Per una settimana io e Pietro abbiamo trascorso una vacanza assieme a Tokyo, cercando di sfruttare nel miglior modo possibile il poco tempo che avevamo davanti. Quale modo migliore, per due dei più "infognati" fan di Ken, se non quello di dedicare l'intera vacanza all'uomo di Hokuto con incontri a tema e discorsi da veri nerd? Non appena arrivato, io e Pietro abbiamo iniziato subito a parlare delle cose più disparate della serie, come sempre, tirando fuori argomenti che di solito non vengono mai trattati (anche perché, sinceramente, a chi interessa veramente che nell'episodio 38 Kenshiro quando affronta Targer abbia il giubbotto addosso in un'inquadratura sì e nell'altra no? A noi sì, agli altri non so). Il resto dei discorsi ve li lascio immaginare, ma andiamo con ordine facendo un riepilogo cronologico delle grandi personalità di spicco che hanno incontrato assieme gli ormai storici, anche su questi lidi, Kenrico e Pieshiro:

Primo incontro: Mamoru Yokota.

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Chi è Mamoru Yokota? Una personalità di spicco nel mondo dell'animazione, con svariate partecipazioni a un'infinità di progetti e, ultimamente, anche lui stesso curatore, in qualità di dirigente aziendale, di nuovi anime. Cosa ci aspettavamo dall'incontro non è, ahinoi, arrivato: un piccolo disegno dal Maestro (ma non c'è da disperare, arriverà nel corso della mia permanenza qui). Cosa è invece arrivato è stato sapere che lo stesso Yokota abbia partecipato attivamente ai progetti dello Shin Kyuseishu Densetsu, disegnando personalmente la scena in cui Raoh, affiancato dal fedele Soga, incita i suoi uomini a combattere fino allo stremo, senza paura o ripensamenti. Una delle scene sicuramente più d'impatto di tutta la saga e di cui ci siamo sentiti in dovere di ringraziare questo artista giapponese.

Subito dopo l'incontro c'è stata anche una piacevole digressione a un Karaoke, dove, insieme a un amico cantante dello stesso Yokota unitosi appositamente a noi, in nostro onore, sono state cantate per la maggior parte delle canzoni sul tema Hokuto.

Voto dell'incontro: 8/10

Secondo incontro: Garuzo.

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Per chi non lo conoscesse ancora (ancora?! Andate a lavurà!), Garuzo è l'ambasciatore ufficiale di Hokuto no Ken, il cui nome appare anche nei titoli di coda di Hokuto no Ken 0 Kenshiro Den e, inoltre, curatore delle interviste Hokuto Gatari, una serie di incontri con personalità di spicco del mondo dell'uomo dalle sette cicatrici sul petto per fornire allo zoccolo duro dei fan nuove informazioni e curiosità all'alba dei 30 anni dell'opera. In Italia mi ero già scritto diverse volte con questo freewriter nativo di Hiroshima, promettendoci rispettivamente che ci saremmo incontrati una volta a Tokyo e, finalmente in Giappone (ormai 5 mesi fa al momento della redazione di questo articolo), non ho perso occasione di avvertire di ciò il mio "tomo" 強敵[1].

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[1] Lett. "Forte rivale", è una delle parole caratteristiche di Hokuto no Ken. Usata inizialmente da Kenshiro per descrivere il suo defunto amico Shin nello scontro con Jagi, questa parola ha poi assunto nel corso della storia un significato particolare, descrivendo tutti quegli avversari che, in punto di morte, erano riusciti a liberarsi della loro aura malvagia, rivelando invece un animo pacifico e colmo di amore.

Nonostante ci fossimo visti unicamente due volte prima dell'incontro a tre con Pietro, quel giorno Garuzo ci ha fatto il regalo più bello: durante l'evento Silent Manga, questo storico fan di Hokuto, ha chiesto al Maestro Tetsuo Hara una firma per me, per Enrico, un ragazzo di cui Hara aveva già sentito parlare proprio grazie allo stesso Garuzo, che era rimasto colpito dal profondo amore e rispetto per un'opera così importante per ogni uomo giapponese. Per ripagarmi di tanta passione, però, Tetsuo Hara ha deciso di fare ben più e di ricreare su una pagina bianca all'interno del pamphlet dell'evento uno stupendo volto di Kenshiro e dedicarmelo. Proprio quella sera, Garuzo ha tirato fuori dal cilindro il regalo più bello che due eterni ragazzini come noi potessimo sperare di vedere dal vivo. Un Ken del Maestro, un Ken del Maestro per uno di noi.

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Non nascondo di essermi commosso e di aver provato un senso di inadeguatezza per essere stato degnato di tanto da quello che da sempre considero un Dio dei manga. Sono scattati ringraziamenti, foto su foto e un'ulteriore promessa, stavolta a Pietro, quella di mostrare la pagina Facebook Pietro Spedale Art al Maestro Hara, in quanto anche lui rimarrà sicuramente sorpreso dalla bravura e dalla tecnica artistica di quel Pieshiro che, in passato, disegnava Ken su qualsiasi foglio gli capitasse sotto mano, mostrandoci, a volte, i suoi primissimi capolavori proprio su queste pagine.

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Voto dell'incontro: 11/10

Terzo incontro: Pranzo a casa di Masami Suda.

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Il giorno dopo esserci incontrati con Garuzo, con un Enrico nel pieno di un raffreddore poderoso e di una tosse che si presentava ogni qual volta metteva piede fuori da un locale, si va a casa del Sensei Suda. Sul treno che ci separa dalla casa del nostro mito d'infanzia, scattano i soliti discorsi che, fidatevi, non ci saresti stati dietro a sentirli (ma ripeto, meglio per voi, eh!). Ogni tanto mi scatta normale una domanda "Ma non sei agitato?", per sentirmi rispondere "Quando staremo per arrivare, le emozioni si inizieranno a far sentire tutte assieme". E così è stato. Dopo aver parlato per circa un'ora, il volto di Pietro cambia e i discorsi che fa convogliano tutti verso l'unico punto del "Stiamo per andare a casa di Suda!", ma nessuno si aspettava tanto. Rimpinzati fino al midollo già dopo pranzo con ravioli al vapore fatti direttamente dal Maestro (!!!) e yaki-soba fatta dalla moglie, veniamo scortati fino al suo studio, dove inizia il nerdismo imperante, condito di urletti da checche e da frasi del tutto sconnesse tra di loro.

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Improvvisamente ci rendiamo conto che Suda ha appeso sul muro il poster che Pietro e io gli avevamo dedicato per la sua gloriosa carriera, riempiendoci di gioia e facendo nascere in noi la voglia irrefrenabile di abbracciarlo. Finito questo momento, però, torniamo allibiti ed esterrefatti, guardando con religioso silenzio tutto quello che si trova intorno a noi mentre con la testa facciamo entrambi di No vedendo la perfezione e la cura con cui, ancora adesso, quell'uomo di ormai 70 e passa anni riesce a disegnare. In quel momento una domanda è sorta spontanea: "Maestro, ci mostrerebbe il disegno preparatorio del poster del 1986?". Dopo un, sorridente e quasi beffardo, "Lo volete vedere, eh?" dello stesso Suda, il Sensei entra in una stanzetta adiacente allo studio adibita a sgabuzzino, e inizia a rovistare tra le tonnellate di fogli e documenti accatastati per poi tirare fuori tre grandi rotoli. Ne apre uno e i nostri occhi si fanno enormi per lo stupore. Di fronte a noi c'è lo studio di una delle immagini più rappresentative della nostra infanzia. Si possono vedere benissimo tantissimi dettagli fino ad allora sempre troppo piccoli per essere colti e veniamo anche a conoscenza del fatto che, in realtà, Raoh non è stato concepito direttamente assieme al disegno principale, ma aggiunto in un secondo momento, attaccando i due fogli (quello di Raoh e Re Nero e quello degli altri personaggi) tra di loro. Tornati di sopra è ormai buio e, mentre si parla di tutto il possibile riguardo qualunque cosa, andiamo a mangiare tutti e quattro della ottima yaki-niku in un ristorante conosciuto dal Sensei. Pienissimi, ma felicissimi, anche durante la cena (un prolungamento del pranzo – ma non è che Suda è del sud Italia in realtà?), si fanno discorsi su tutto, ridendo e scherzando. Anche sulla via che ci avrebbe riportato a casa sua, le battute e i giochi non sono mancati, facendo foto, giocando con gattini di passaggio, prendendosi tutti un po' in giro come fossimo amici da sempre.

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Tornati, però, sono scattate le lacrime napoletane putenti. Suda disegna per Pietro un bellissimo Raoh e per me (stacce, Piè) un ancor più bellissimo Shu! Poi, dopo essersi consultato con la moglie, arriva una richiesta inaspettata e incredibile:
- Piè, il Maestro ha detto che ci regala il disegno preparatorio del poster del film!
- Eh sì, e come facciamo? Ce lo dividiamo?
- Ce ne ha due!
- Madonna… (con le mani in faccia).

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Eh sì, in quel momento dovevate esserci. Suda e sua moglie confessano di non aver mai conosciuto appassionati di Hokuto no Ken e dello stesso Sensei come noi e hanno deciso di regalarci 2 delle uniche 3 copie al mondo (l'ultima è ovviamente del Maestro) del poster del 1986. Una volta ricevuto un autografo personalizzato su entrambi i poster, e dopo aver bevuto un buon caffè accompagnato da un dolce fatto in casa, veniamo accompagnati da Suda in stazione, salutandoci affettuosamente.

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Come dei bambini scemi e felici in maniera vicina all'infinito ce ne andiamo, stringendo gelosamente tra le braccia i nostri nuovi tesori, ridendo tra di noi. Per farvi capire come stavamo, Pietro doveva incontrare degli amici (poi li ha incontrati per tipo 30 minuti ché quando siamo andati via da casa Suda erano già le 22, eh), ma non gliene poteva fregare di meno di tagliare e andare diretto dagli amici, ha deciso di allungare un po' il tragitto con me perché Così parliamo della giornata. Una giornata incredibile, dopo tutto.

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Voto dell'incontro: 111/10

Quarto e ultimo incontro: Masami Suda e Junichi Hayama.

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 E alla fine è successo, i due ragazzini che sul glorioso msn passavano i pomeriggi a parlare degli stili di questi due grandi animatori per anni confusi dal pubblico italiano, hanno, infine incontrato assieme i loro miti di sempre. Io, del resto, avevo già avuto questo grande onore nel 2012, ma con Pietro al mio fianco tutto ha assunto un significato speciale. Ma proprio come fatto con gli altri tre incontri, andiamo con ordine, raccontando cronologicamente quello che è successo quel giorno (poi capirete perché serve). Tornato da Osaka, con poche ore di sonno alle spalle, Pietro si incontra con me intorno le 13. Decidiamo di andare a mangiare un buon ramen vicino casa mia, a Nakano, famosa soprattutto per il Mandarake, il negozio di usato fumettistico e d'animazione per eccellenza del Giappone (serve pure questo). Finito di mangiare, andiamo proprio a farci un giro lì, perché Pietro doveva fare gli ultimi acquisti prima di andarsene. Arriviamo nella sezione dei DVD e iniziano i discorsi tipo Eh, se solo ci fosse il box di Ken me lo prenderei subito… Sarebbe perfetto, poi. Proprio stasera che sono a cena con gli animatori della serie… e, oh, non ci crederete, ma in quel negozio dove Pietro era stato neanche quattro giorni prima spunta proprio il Super Premium Box completo di scatola di cartone e action figure che Pietro tanto desiderava! Al grido (mio) di Non puoi lasciartelo sfuggire!, quello tira fuori il portafoglio di prepotenza e ci fa alla cassiera Shut up and take my money (beeatch ce l'aggiungo io ché ci sta bene). E anche questo ennesimo desiderio di anni e anni di collezionismo si era avverato, nel giorno perfetto, di nuovo insieme.

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Sempre più vicini all'ora dell'incontro del destino, ce ne andiamo a casa e iniziamo a mettere dentro borse e zaini tutti gli oggetti che ci saremmo dovuti far autografare quella sera. Purtroppo per il box, lui era troppo grande per essere portato alla serata, quindi si è deciso di prendere unicamente il booklet all'interno per ornarlo con firme dorate.
Arrivata l'ora, ci facciamo trovare nel luogo nell'incontro dove ad aspettarci ci sono Suda Sensei e Pierre, il traduttore di tantissime serie che sono state e vengono pubblicate anche oggi in Francia nonché amico storico del Maestro, e… basta. Hayama non c'è. Fine dell'incontro e tutti a casa tristi.
Ma vi pare? Hayama Sensei ha fatto "solo" mezz'ora di ritardo (e poi dicono che i giapponesi…) e la faccia un po' troppo rilassata di Pietro che rideva con Suda, s'è trasformata immediatamente quando al nostro gruppo si è unito l'altro grande artista che ne ha influenzato lo stile per anni e ci ha cambiato letteralmente la vita.

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Dopo un po' che si parla e che Hayama stesso mi prende in giro dicendo a Suda che sto sempre assieme a lui, arriva il momento di dare i regali; alcuni normali (come la bottiglia di Marsala portata appositamente per il Maestro dalla Sicilia) e alcuni davvero speciali.

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Già, perché anche in questa occasione Pietro e io ci siamo rimessi d'impegno e abbiamo ricreato un disegno da dedicare alla carriera del Maestro Junichi Hayama, solo più piccolo di quello di Suda, data la ristrettezza dei tempi con cui è stato fatto.

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Il risultato, però, è stato eccezionale. Non appena ricevutolo, la faccia di Hayama Sensei è cambiata, rivelando un sorriso da bambino e iniziando lui stesso a girare il disegno-dedica per delle bellissime foto di gruppo, quelle che uno rivede anche a distanza di anni e dai sorrisi che sono stampati sulle facce della gente immortalata lo capisce proprio che quello è stato un bel momento.

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Poi, Pierre, apre le danze e chiede al Maestro Hayama un disegno. Da quel momento in poi c'è stato un attimo di panico nel tavolo: chi chiedeva una cosa ad Hayama, chi un disegno a Suda, chi una firma a entrambi, chi li faceva posare per delle foto (mi riconosco in ognuna di queste categorie).

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Passate più di due ore dentro il locale, arriva il momento di salutarsi da Suda, in quanto il giorno dopo avrebbe avuto un impegno. Il saluto con Pietro è stato molto sentito, in quanto il giorno dopo avrebbe dovuto lasciare Tokyo, ma per far rimanere impresso nel cuore di tutti quel momento in cui i due fan e i due idoli si sono trovati nello stesso posto per tutta una sera è stata (devo dire, in maniera egregia da Pierre) una foto di gruppo in posizione "alla Kenshiro". Con quest'ennesimo desiderio realizzato in tasca, lasciamo Masami Suda e ci allontaniamo col solo Hayama, per andare in un altro locale.

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Qui la serata si è un po' spenta, vuoi per le medicine prese per riuscire a vivere quei giorni così agognati, vuoi perché Pietro non aveva dormito di niente i giorni prima dell'incontro. Però, un altro momento da ricordare c'è stato, quello in cui, mettendo in ordine la cartellina con tutti i disegni e gli autografi ricevuti quella sera, Hayama ha visto spuntare dei suoi vecchi disegni.

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A quel punto mi fa Ehi, aspetta un po', che sono quelli?, e io, imbarazzato e felice allo stesso tempo, non ho potuto fare a meno di dargli i disegni preparatori del primo Kenshiro che ha realizzato durante la prima serie (quello del combattimento con Jado, il motociclista al servizio di Raoh). Quella puntata viene ricordata dal Maestro come l'inizio della sua carriera a tutti gli effetti. Ma già prima avevo sorpreso Hayama Sensei, infatti dalla mia borsa era spuntato addirittura lo storyboard della puntata 115, quella in cui lo stesso Hayama era stato per la prima volta l'unico disegnatore di una puntata. Ricevute ulteriori firme, fatti ulteriori foto (una anche scattata dallo stesso Sensei a me e a Pietro), arriva il momento dei saluti, perché il Maestro si era chiuso a parlare col proprietario del locale di Gundam e non era umanamente possibile stare loro dietro (visto? Stessa cosa con me e Pietro). Prima di salutarci, scatta una bellissima stretta di mano, lo scambio dei numeri di telefono e la promessa di rivederci non appena possibile. Ah, puoi starne certo che ci rivedremo, mi mancano ancora un sacco di personaggi che hai disegnato nella tua carriera in collezione! Risata

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Voto dell'incontro: 1111/10


Considerazioni finali:

È stata una settimana che è andata oltre ogni più rosea aspettativa, perché per quanto mi sia impegnato con tutto me stesso per fare in modo che ogni incontro fosse possibile, mai avrei immaginato che mi sarebbero arrivati dei regali così importanti come un disegno con dedica del Maestro Hara e il disegno preparatorio a grandezza originale del film del 1986. Come dice bene Pietro, la fortuna una persona se la crea, e noi, crediamo con tutti noi stessi in Hokuto no Ken e, nei modi più disparati, Hokuto no Ken ci ha ripagato così. Certo, si potrebbe anche leggere in questo modo, ma non possiamo fare a meno di ringraziare tutte le persone che abbiamo incontrato in quella settimana, a cominciare dalle sconosciute (come la ragazza che nel primo bar in cui siamo andati con Rick, amico di Pietro, gli ha chiesto un disegno con dedica di Ken, o il proprietario di un pub sperduto a Shibuya che ha voluto a tutti i costi un disegno "rock" da incorniciare al momento ed esporlo fiero nel suo piccolo locale-familiare), ai veri e propri VIP. Quindi grazie Yokota Sensei per essere venuto a un incontro con due persone che non conoscevi affatto ed averci rivelato dei segreti così importanti riguardanti la realizzazione dei 5 film della serie; grazie Garuzo per essere una delle persone più incredibili che conosco ed averci riportato bambini con un regalo di inestimabile valore; grazie Suda Sensei, a lei non dovremmo neanche dire altro, perché le parole di riconoscenza nei suoi confronti sono già state usate, ma mai sprecate. I suoi gesti di affetto riempiono i cuori di questi due ragazzi italiani di gioia e orgoglio; e, infine, grazie Hayama Sensei, per la grandissima disponibilità nel disegnare ogni personaggio le abbiamo chiesto e per il bellissimo sorriso pieno di felicità che ci ha regalato vedendo il disegno. Forse il regalo più bello. Con la speranza che il 2015 regali ancora tante emozioni in terra d'oriente, vi rimandiamo alla prossima, sperando sia di nuovo assieme!

Enrico e Pietro



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