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Hokuto

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Hokuto no Ken Shura no Kuni Manga

Per promuovere l'uscita dell'ultimo pachislot di Hokuto no Ken, interamente dedicato all'arco narrativo della Terra degli Shura, è arrivata nei convenience store del Giappone una speciale edizione del manga che comprende i capitoli che vanno dallo sbarco di Kenshiro sulla Terra dei Demoni fino alla sconfitta di Kaioh da parte del nostro eroe.

Si tratta di due volumi appartenenti alla collana Zenon Selection, raccolta di cui fanno parte anche altri due volumi su Hana no Keiji, usciti invece per la promozione del pachinko dedicato allo stravagante Keiji Maeda.

 shura no kuni zenon selection 01  shura no kuni zenon selection 02

 

Hokuto no Ken - Shura no Kuni Hen

(Vol 1)

Prezzo: 498 yen

Pagine: 528

Data di pubblicazione: 30 settembre 2016

 

Hokuto no Ken - Shura no Kuni Hen

(Vol 2)

Prezzo: 498 yen

Pagine: 516

Data di pubblicazione: 15 ottobre 2016

 

 

Il trailer di lancio del Pachislot (ad altissimo tasso di epicità)

 

Pachislot Hokuto no Ken - Shura no Kuni Edition

Un nuovo Pachislot di Ken, dedicato alla Terra degli Shura, sta per essere lanciato in Giappone.

Pubblicato da HokutoDestiny - Hokuto no Ken su Domenica 3 luglio 2016

 

Come sempre accade in questi casi, il Giappone viene invaso da una marea di prodotti dedicati al pachislot in questione, dai portachiavi, alle cover per iphone.

View the embedded image gallery online at:
http://www.hokutodestiny.com/page-2.html#sigProIdf3c623b43b

Un'occhiata ravvicinata

 

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Ho messo a confronto il "mattone giapponese minimalista" e un volume a caso della prima edizione del manga di Hokuto no Ken.

garuzoIl volume della Zenon Selection è un vero mastodonte da 528 pagine, ruvide al tatto, in linea con la natura cheap di questa edizione. Non ci sono pagine del manga a colori, le uniche pagine a colori sono quelle iniziali dedicate a Garuzo, l'ambasciatore di Hokuto, che dirà la sua su quattro personaggi presenti nel gioco: Kaioh, Hyoh, Han e Shachi. 
In definitiva, nonostante si tratta solo di una iniziativa nata esclusivamente per spingere forte sull'uscita del pachislot degli Shura, rappresenta comunque per i lettori giapponesi una bella possibilità di scoprire o ri-scoprire un arco narrativo mai pienamente apprezzato in patria.

 

 

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Intervista - Hara, Buronson e le action figure

 

È il 26 maggio 2000, in occasione del lancio della nuova serie di action figure Kaiyodo 200X (le migliori figure su Ken e soci mai create), Tetsuo Hara e Buronson vengono intervistati all'Hotel Hilton di Tokyo. Di fronte a prototipi delle action figure di imminente rilascio e foto dei precedenti modelli della serie Kaiyodo 199X, i due miti dei manga si prestano ad una lunga chiacchierata nella quale toccheranno diversi argomenti, dai ricordi legati alla lavorazione di Hokuto no Ken fino alle loro idee su un possibile sequel. 

Ringrazio Peter per il sempre indispensabile supporto per la traduzione e vi auguro una buona lettura.

 

CONVERSAZIONE TRA TIRANNI APOCALITTICI: BURONSON VS TETSUO HARA

Intervistatore: Oggi vorrei parlare con voi dell'incredibile popolarità che stanno riscontrando ultimamente le action figure di Hokuto no Ken. È da molto che non vi incontravate?

Buronson: Siamo stati insieme di recente per un'intervista simile prima di questa, ma non ci siamo incontrati nemmeno una volta da quando è stata pubblicata.

Intervistatore: Cercate entrambi di stare alla larga l'uno dall'altro?

Buronson: No, è solo che l'editore non vuole che ci incontriamo.

Hara: Ci hanno messo un intermediario di mezzo.

Buronson: Già, sarebbe terribile se Hara cominciasse ad assomigliarmi (ride).

Intervistatore: Questo perchè Hokuto no Ken è prima di tutto il manga del Sensei Hara?  

Hara: Si, ci sono i due episodi pilota.

hokutonoken episodi pilota

Intervistatore: Può raccontarci come sono andate le cose?

Hara: L'idea iniziale era quella di creare un manga di combattimenti, perchè ho sempre ammirato Bruce Lee. Così ho disegnato i due episodi pilota, che fecero da apripista alla serializzazione su Shonen Jump…

Buronson: Visto che il suo lavoro sarebbe diventato una serie, quelli di Jump cominciarono a cercare qualcuno da affiancare al Sensei Hara, fortuna volle che fui io ad essere scelto. È stato davvero un grandissimo colpo di fortuna per me! (ride)

Intervistatore: Dunque, cosa ha pensato dopo aver letto gli episodi pilota?

Buronson: Nel prototipo, Kenshiro è uno studente, quindi farlo andare in giro ad uccidere persone qui e là sarebbe stato un tantino esagerato. Allora ho suggerito di ambientare la storia nel futuro, e quella è stata probabilmente la chiave del successo. Se avessimo usato l'ambientazione originale non avremmo potuto creare personaggi come questi (indica le action figure).

Hara: D'accordissimo!

Buronson: Se la storia fosse stata ambientata in uno scenario attuale i nemici sarebbero stati altri studenti e malavitosi. Ecco perchè il setting post-atomico, a mio avviso, è stato fondamentale per il successo dell'opera.

hara buronson intervista action figure Intervistatore: Oggi vorremmo intervistarvi mentre ci dite la vostra sulle action figure di Hokuto no Ken.

Buronson: Me ne ero completamente dimenticato (ride).  Il primo è Shin di Croce del Sud, vero? Ricordo che creai il suo personaggio senza nemmeno pensare che sarebbe stato lui a fare le sette cicatrici sul petto di Ken. Fu una cosa che uscì fuori così, dal nulla.

Intervistatore: Perchè non avevate tempo di riflettere su tutti questi dettagli?

Buronson: Esatto, non avevo nemmeno pensato alla motivazione che avrebbe dovuto spingere Kenshiro a mettersi alla ricerca di Shin. Hokuto no Ken nasce semplicemente come un "Road Movie", quindi ho ideato il nemico, le sette cicatrici e così, se volevo che Kenshiro si mettesse sulle tracce di Shin, ci voleva la donna che gli era stata portata via.  Tutto è stato creato in maniera consequenziale, un tassello alla volta.   

Intervistatore: Ecco allora come è nata Yuria! Che ne dite di Kenshiro?

Hara: Questa figure si basa sui disegni dell'anime, non male!

Intervistatore: All'epoca ha mai pensato a come sarebbe stato il suo Ken in tre dimensioni?

Hara: Kenshiro l'ho sempre pensato in tre dimensioni, proprio in virtù di questo mi sono impegnato duramente per migliorarmi come artista.

Buronson: Dal quinto volume il manga ha cominciato a scorrere in una certa maniera. All'inizio ci arrampicavamo sugli specchi, brancolavamo nel buio cercando di pensare a cosa avrebbe potuto funzionare.

Hara: Il nostro primo obiettivo era quello di non venire cancellati. Era la nostra unica speranza.

Intervistatore: Si chiama Ken, Kenshiro, perchè è il quarto dei fratelli (四郎 Shirou, "quarto figlio")?

Buronson: Sì. Jagi fu facile da ideare perchè rappresentava il classico villain. Ne mancavano altri due, ma all'epoca non ero ancora deciso, così chiesi ad Hara di disegnare solo le loro silhouette, una grossa e l'altra più esile. Siamo partiti da lì.  

toki raoh silhouette

Intervistatore: Oltre a Ken, Raoh è uno dei personaggi che resta impresso per la possenza che trasmette. Sta quindi dicendo che non aveva ancora pensato a tutti i particolari che caratterizzano il Re del Pugno?

Buronson: Per niente.  Era il più anziano, allora doveva essere grosso.

Hara: Roah è stato totalmente ideato dal Sensei Buronson. Io non ho aggiunto nulla.  

Intervistatore: Per la creazione di Raoh si è basato su qualcosa o qualcuno in particolare?

Buronson: Assolutamente no! È un tizio enorme in sella ad un cavallo ancora più grosso. Ho pensato che avrebbe avuto un impatto visivo straordinario, punto.
 
Intervistatore: Nei commenti dei volume del manga è scritto che lei, Sensei Buronson, ha detto al Maestro Hara di di fare in modo che Raoh fosse molto figo nella sua prima apparizione.  

Hara: No, quello era uno scherzo (ride).

Buronson: Non avevo deciso ancora nulla sul personaggio, ecco perchè andava mostrato prima il cavallo. "Impronte di zoccoli grandi quanto quelle di un elefante… Chi sarà mai?"... ed ecco un cavallo gigantesco e l'uomo capace di cavalcarlo. 

kenshiro zoccoli 

Intervistatore: Raoh è davvero enorme.

Hara: Le proporzioni sono quelle degli "occhi del cuore", non considerarle come una rappresentazione accurate delle misure. Anche il cavallo sembra enorme, proprio perchè è visto attraverso quegli occhi.

Intervistatore: Capisco. Raoh e Kokuoh (Re Nero) fanno parte di un set (si riferisce all'action figure).

Hara: Ne avevamo una nel nostro studio, ma l'abbiamo data ad un altro autore. Tutti quelli che passano di là me la chiedono. La nuova è veramente spettacolare. Questa è la prima edizione, vero? Adoro l'edizione DX uscita dopo di questa.  

raoh kokuoh kaiyodo resin kit 199x La prima versione della coppia Raoh/Kokuoh prodotta da Kaiyodo è un resin kit a posa fissa (sinistra), a destra invece la versione 199X DX uscita successivamente a cui si riferisce Hara.

Buronson: La testa del Raoh della prima edizione si staccava troppo facilmente (ride).

Intervistatore: Dal punto di vista delle date di rilascio, Kenshiro e Rei sono una prima edizione, mentre Raoh e Jagi una seconda.

Buronson: (Guardando Jagi) Wow, è fatto davvero bene.

Hara: Anche Souther è ben realizzato. Per il team che ha realizzato la figure ho fatto una sola illustrazione a quattro colori di Souther, per cui si vede che hanno studiato anche l'originale. Hanno passato ai raggi X il personaggio, considerando tutti i piccolo dettagli…

Buronson: Quali personaggi sono in vendita?

Intervistatore: Kenshiro, Raoh, Rei… in questo ordine.  

Buronson: Lo stesso ordine in cui i fan votano i loro preferiti.

Intervistatore: A proposito di figure, vi è mai capitato di dire "Oh, manca quel personaggio?"

Buronson: Non c'è nessuna donna.

Hara: Non c'è una figure di Yuria, e nemmeno di Lin o Bat. Manca pure Fudoh…

Buronson: Personalmente mi sarebbe piaciuta la figure di Uighur, il Capocarceriere di Cassandra.

Intervistatore: Avete mai pensato di realizzare una figure di Uighur?

Buronson: No. Ma l'ambientazione della prigione sarebbe interessante, inoltre Uighur è un personaggio divertente. Per quanto riguarda il suo aspetto, mi affiderei totalmente ai disegni del Sensei Hara.

Hara: Il Sensei Buronson mi ha dato carta bianca!  Questa versione DX di Ken è più vicina al mio Kenshiro.

Intervistatore: La prima versione di Kenshiro è stata influenzata dalle figure di Spawn, più precisamente cerca di scimmiottare il modello "Curse of the Spawn".

spawn kenshiro 199X

Hara: Esatto. Le figure di Spawn sono davvero fatte bene, prendendo spunto da queste abbiamo potuto realizzare le figure di Hokuto. Mi piacerebbe anche lanciare sul mercato la mia figure, prodotta con una mia compagnia.  

Buronson: Questa sarebbe qualcosa di grandioso (guarda la statua di Ken in scala 1/1)!

Intervistatore: Si tratterebbe della prima figure di Ken in scala 1/1 della Kaiyodo, realizzata senza preventiva autorizzazione e immediatamente disconosciuta dai detentori dei diritti (ride).

Buronson: Riuscire a realizzare ed a vendere una figure così grande sarebbe pazzesco, e scommetto che molti la comprerebbero!

buronson hara statua kenshiro lifesize

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Un lavoro incessante che diviene ossessione...

 

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Intervistatore: Pensavo fosse tutto finito con la morte di Raoh.

Hara: Anch'io...

Buronson: Non c'era più nulla da aggiungere, eravamo rimasti senza benzina.

Hara: All'inizio si era deciso di concludere la serie dopo 3 anni, proprio quando Raoh stave per morire. Poi però i vertici di Jump vennero da noi e ci dissero "Riportate in vita Yuria!!", il resto della storia lo conoscete.    

Buronson: La nostra risposta fu che non c'era modo di portare avanti la storia, questa fu la loro 'proposta': "Che ne dite di far rivivere Yuria? Tirate fuori altri fratelli!"  

Hara: Così stiracchiammo la storia di un altro anno con l'arco narrativo dei Cinque Astri in Cerchio.

Intervistatore: Non avreste potuto opporvi alle loro richieste?

Buronson: Credo che se avessimo davvero voluto, avremmo potuto anche farlo… ma…

Hara: Non eravamo in una posizione di forza.

Buronson: E quando si parla di soldi non capisco più nulla (ride).

Intervistatore: Evidentemente gli editori si stavano godendo quella popolarità, quindi non avevano intenzione di permettervi di abbandonare il progetto.

Buronson: Sì, non quando stai vendendo un milione di copie.

Hara: A 3 anni e mezzo dall'inizio, eravamo già stati per 2 anni al primo posto nella classificata di popolarità delle serie Jump.

Buronson: Si potrebbe pensare che dopo la morte di Raoh ci abbiano concesso che so, un paio di settimane di riposo... invece niente! Ci hanno fatto andare avanti già dalla settimana seguente. È stato l'inferno per me, ho dovuto ripensare tutto. Fu come partire da zero.   

Intervistatore: Si riferisce ala Capitale dell'Impero e alla Terra degli Shura?

Buronson: Dopo la morte di Raoh è stata tutta una follia. Non ricordo nemmeno la storia o i personaggi dopo quel punto.

Hara: All'inizio volevamo che la storia si concludesse con il primo combattimento tra Ken e Raoh, poi portammo avanti la storia fino ad un secondo scontro e infine pianificammo quello finale.

Intervistatore: Stavate per chiudere Hokuto no Ken con il primo combattimento tra Ken e Raoh?

Hara: Sì, si era deciso di fare andare le cose così, poi però optammo per un pareggio e questo ci ha permesso di portare avanti la storia per un altro anno.

Buronson: Allora abbiamo ucciso Rei facendo terminare lo scontro in parità, in modo da prolungare la storia un altro po'.

kenshiro rei raoh

Intervistatore: Sensei Buronson, ha creato tanti grandi personaggi per poi farli morire uno dopo l'altro. Personalmente Rei mi piaceva moltissimo.

Buronson: Mettiamola così, far morire un personaggio buono è il modo migliore per renderlo popolare. È un trucchetto sporco (ride).

Hara: Buronson non mi ha mai anticipato nulla su queste sue scelte, io semplicemente continuavo a disegnare mettendo su carta tutto il mio affetto per quei personaggi… ma il Sensei aveva altri piani. Questo è il motivo per cui anche i lettori rimanevano sorpresi quando un personaggio trovava la morte.

Intervistatore: Sta dicendo che Buronson non le ha mai detto "questo o quel personaggio morirà tra un paio di capitoli"?

Hara: Già, proprio così.

Buronson: Sensei, non potevo dirvelo perchè nemmeno io sapevo come avrei sviluppato la storia.  

Hara:  Capisco…

Intervistatore: Se lo avesse saputo, avrebbe disegnato i personaggi in maniera diversa?
 
Hara:  Sì, credo che i lettori avrebbero cominciato ad intuire qualcosa.

Buronson: Ecco perchè gli editori non vogliono che ci incontriamo, finiamo sempre per parlare di cosa succederà prossimamente.

Buronson: Per esempio, se Hara-kun mi chiedesse di inserire qualcosa nella storia, io probabilmente finirei per accontentarlo. I nostri capi non vogliono che accada, vogliono che io lavori senza influenze.  

Intervistatore: Capisco. La "Shichousei" (Stella della Morte) è stata una sua idea, Sensei?

Buronson: No, chiesi ad un redattore che mi faceva da babysitter se avesse qualche idea. Lui mi rispose "Sì, c'è questa stella, si dice che chi riesce a vederla morirà".  

Intervistatore: Nelle varie serie Jump è un fatto normale rivedere personaggi morti tornare in vita (chi ha detto Dragon Ball?). Perchè voi avete scelto di non percorrere questa strada?

Hara: Per me, riportare in vita Yuria è stata dura. Quando mi dissero che avrei dovuto farla tornare ricordo che contestai l'idea.

Buronson: Ma non abbiamo riportato in vita altri personaggi.

Hara:  Sì, questo è vero. Ci chiesero anche di far tornare nella storia personaggi popolari come Toki e Rei, ma continuare a resettare la morte di qualcuno fa sì che la morte stessa perda tutto il suo peso.

Intervistatore:  Le scene violente dell'anime TV divennero un vero e proprio tema di discussione sociale all'epoca.

Hara: Quando disegnavo il manga ho fatto il possibile per non far sembrare certe scene troppo violente.

Buronson:  Ma nell'anime schizzava tutto! Siamo intervenuti spesso sull'argomento, "Non mostrate il sangue", "Non coloratelo di rosso"… lo abbiamo ripetuto molte, molte volte.  

Hara: Per il manga non c'erano problemi, era tutto in bianco e nero.

hokutonoken esplosioni anime

Buronson: L'anime era a colori ed il sangue era rosso. Andammo negli studi di produzione della serie TV per chiedere che il sangue venisse colorato di blu, o che gli fosse dato un effetto diverso, come quello del vetro che si rompe. Ma anche così, certe scene conservavano un impatto visivo forte dal punto di vista della violenza, si trattava di piccole differenze e la gente continuava comunque a criticare l'anime. Molti mangaka provarono ad imitare Hara-kun, cercando di proporre dei disegni con un forte impatto visivo, per conferire realismo a certe scene. All'epoca pensavo che questi mangaka non avrebbero fatto molta strada, e avevo ragione visto che oggi non se ne sente più parlare.

Intervistatore: Hara Sensei, si ispira a persone realmente esistenti per i suoi personaggi?

Hara: Sì, li prendo da film e illustrazioni.  Nel caso di Ken, le illustrazioni di Frazetta e Neil Adams sono state il mio punto di riferimento. In generale i comics americani hanno avuto una forte influenza su di me. Kokuoh, ad esempio, è tutta opera di Frazetta (ride).

death dealer kokuoh Il Death Dealer di Frazetta a confronto con Raoh in sella a Re Nero

Buronson: Sì può nettamente vedere l'influenza dei comics americani in Hokuto no Ken. Come avviene in Conan, tutti i personaggi sono virili.  

Hara: Kenshiro ha un fisico normale, ma quando si arrabbia, si strappa tutti i vestiti… proprio come succede nei fumetti americani.

Intervistatore: L'Incredible Hulk…

Hara: Sì, esatto.

hulk kenshiro

Intervistatore: La gente spesso collega Ken il guerriero a "Mad Max"

Buronson: L'ambientazione è esattamente quella.

Hara: C'è anche un tocco di Sid Mead. Hokuto no Ken incorpora film come Blade Runner ed altri di quel periodo. C'è anche Bruce Lee, mentre Sylvester Stallone si farà strada ad un certo punto della storia.   

Intervistatore: Verissimo. Ci sono volte in cui Kenshiro è identico a Stallone.

Hara: All'epoca per me era come ricevere ogni volta del nettare fresco. Stallone si è meritato un posto nei miei disegni.

stallone kenshiro 

Intervistatore: Perchè ha disegnato Kenshiro con gli occhiali da sole?

Hara: Quello era lo Stallone di Cobra…

Buronson: Kenshiro portava gli occhiali da sole?

Hara: Avevo ampissima libertà per quanto riguarda l'outfit dei personaggi.

Intervistatore: Abbiamo sentito dire che Ain le piace parecchio?

Hara: Ain è stato modellato su Apollo Creed dal film Rocky, più precisamente, sul suo costume con la bandiera americana. Ho pensato a come poter inserire quel costume nei miei disegni.

apollo creed ain rocky

Intervistatore: A quale personaggio si sente più legato?

Hara: Un po' a tutti, ma Kenshiro è il numero uno.

Intervistatore: Come lettore posso dire che era sempre un duro colpo vedere i personaggi migliori morire così presto.

Hara: In quelle settimane la mia testa era piena di immagini e idee su quello che sarebbe dovuto succedere nel capitolo successivo, non avevo il tempo di dispiacermi per la loro morte.  

Intervistatore:  Buronson Sensei, lei che mi dice?

Buronson:  Sono i cattivi il motore della storia, l'eroe è semplicemente quello che reagisce per sistemare le cose.

Hara: Leggendo la sua sceneggiatura, Sensei, ho avuto l'impressione che si sentisse più legato a Raoh.    

Buronson: Probabilmente perchè dentro di me l'ho sempre visto come il più forte, e gli scontri tra i personaggi erano quelli che facevano andare avanti la storia. Quindi Raoh ha avuto un ruolo importante sotto questo punto di vista. Direi però che mi piace semplicemente perchè è GROSSO!

Hara: Quando lessi la sua sceneggiatura, Sensei Buronson, cominciai a fantasticare su Toki e Raoh, sulle potenzialità di questi due personaggi nello sviluppo della trama.

Buronson: Rei, Souther, Shu, sono usciti di scena in maniera epica. Personaggi che sono morti in quel modo sono indimenticabili, anche per me.

Intervistatore: Rispecchiano la sua visione su come dovrebbe essere un vero uomo?

Buronson: Bè, io sono un genio della truffa (ride).  Potrò sembrare un insensibile, ma sapevo bene cosa avrebbe fatto piangere i lettori.

Intervistatore: Quindi scriveva certe cose sapendo quale sarebbe stato il risultato (ride). 

Buronson: Esatto.

Intervistatore: Allora le ultime parole di Raoh, "Non ho alcun rimpianto della vita che ho vissuto"…

Buronson: Belle, vero (ride)?

Intervistatore: Molto belle.

Buronson: Non mi rivedo in quelle parole (ride).

Hara: Proprio per ovviare a questo, ho disegnato quella scena mettendoci tutta la mia sensibilità... sa, in modo che i lettori non si sentissero presi in giro (ride).   

Buronson: La mia personalità è come quella di Jagi.

Intervistatore: Non è che lo dice perchè è in imbarazzo?

Buronson:  Nella vita continuo a seguire i miei desideri e la sete di denaro.

 Hara:  Non è vero, è solo timido.

Intervistatore: Parlando di morti epiche, quella di Souther è stata grandiosa: i tre fratelli di Hokuto si sono ritrovati insieme e la Piramide del Sacro Imperatore era spettacolare, grazie alla tridimensionalità che è riuscito a creare il Sensei Hara.  

Buronson: La fine di Souther è stata persino più bella di quella di Raoh. Mi è piaciuto moltissimo scrivere la parte in cui Shu porta in cima la sua stessa pietra tombale.

Intervistatore: Shu, prima di morire, dice di riuscire a vedere il viso di Ken.

shu vede kenshiro

Buronson: Quello è un riferimento al Cristo sul Golgota. Quando la mia sceneggiatura è buona, anche i disegni raggiungono un altro livello. Con la morte di Souther e quella di Raoh ho avuto qualche difficoltà e anche i disegni in un certo senso ne hanno risentito.

Intervistatore: Ops… ho detto qualcosa di sbagliato (ride)?

Hara: Direi che c'è un influenza reciproca da questo punto di vista, tra me ed il Sensei Buronson c'è uno scambio di energie.

Buronson: Voglio dire che quando sono in forma scrivo alla grande e quando non sono al 100% questo si riflette sulla qualità della sceneggiatura.  

Intervistatore:  Riuscite sempre a rispettare le deadline?

Buronson: Le ho sempre rispettate.

Hara: Io sono lento e non riuscirei a lavorare al fianco di un autore lento.

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Pensieri sulla tridimensionalità!

 

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Intervistatore: Adesso passiamo alle vere novità! Queste sono le figure della linea Hokuto no Ken 200X, hanno molti punti di articolazione; continueremo la nostra intervista mentre ve le mostriamo.

hara buronson intervista action figure 02Tetsuo Hara e Buronson alle prese con i prototipi della serie Kaiyodo 200X

Buronson: Non sono colorate, saranno vendute così?

Intervistatore: No, si tratta di prototipi. Il Sensei Hara di solito utilizza il viola come colore base per i suoi disegni, volevamo riflettere questa caratteristica anche nelle figure, ecco il perchè di questa scelta. Le posabilità è limitata, ma la possibilità di ricreare la scena dove Kenshiro e Raoh si scambiano pugni sarà un fattore che spingerà molti ad acquistarle. Le 200x saranno le migliori figure su Hokuto no Ken realizzate fino ad ora, e quelle con la maggiore posabilità.

Hara: Siamo nel 2000, raggiungere questo livello di posabilità dovrebbe essere il minimo. Si può sempre migliorare, ma essere in grado di poter giocherellare così con queste figure è già un'ottima cosa.

Intervistatore: Che ne dite del viso?

Hara: Non male. È la prima volta che la vedo…

buronson intervista action figure 02Buronson: È stata progettata al computer?

Intervistatore: No, è scolpita interamente a mano.  

Buronson: Wow! È davvero ben articolata.  

Intervistatore: Si chiama Monoshaft Drive. Nello studio in cui l'hanno realizzata lavora un gruppo di "analogici" che combatte ogni giorno con il paper clay (metodo di creazione dei prototipi che prevede l'utilizzo di carta e argilla), cercando di far funzionare tutto per il verso giusto.  Tagliano le parti mobili e pensano al "come" da lì in poi. È un processo che richiede un po' di fortuna, spesso si "inciampa" sulla risposta. In passato, certe pose potevano essere ottenute solo spostando il baricentro di una figure. Con questo sistema, invece, pur rinunciando ad una certa mobilità sarà possibile ricreare le pose iconiche del manga.

Hara: La voglio.

Buronson: Altri mangaka vedranno queste figure e le copieranno, vista la loro posabilità.

Intervistatore: Hara Sensei, quando disegna, utilizza qualcosa di simile come riferimento?

Hara: Quando ero giovane non c'erano figure con questo livello di articolazione, quelle dei G.I. Joe erano le uniche che avevamo.

Intervistatore: La Kaiyodo ha fatto queste figure con l'intento di realizzare qualcosa che i produttori di figure più grandi non proverebbero nemmeno a fare.

Hara: Anche le figure McFarlane di Spawn seguono questa filosofia. Ci sono cose che devi fare da solo se vuoi che vengano fatte.  

Intervistatore: Sensei, che ne dice di realizzare figure come quelle di McFarlane? I suoi personaggi con quel classico tocco giapponese sarebbe dei soggetti ideali per delle figure spettacolari!

Hara:  In futuro mi piacerebbe.

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Una nuova leggenda sta per vedere la luce?

 

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Intervistatore: Quale credete sia il segreto che rende Hokuto no Ken ancora oggi così popolare?hara intervista action figure 02

Hara: È un'opera sempre divertente da leggere ed ha una caratteristica che affascina tutti i ragazzi: la figaggine dei personaggi.  

Buronson: Probabilmente perchè sono disegnati per essere forti. Possono contare solo sui loro pugni.

Intervistatore:  La virilità di cui è intrisa l'opera è qualcosa a cui tutti gli uomini aspirano?

Hara:  Sì, direi che è il desiderio di tutti i ragazzi. La capacità di mettere K.O. il bullo prepotente è il desiderio di ogni ragazzo... eppure finiamo sempre per inchinarci al cospetto di quelli più forti, questo vale anche quando diventiamo adulti e troviamo un nostro posto nella società. C'è sempre un potere più grande al di sopra di noi, contro cui non possiamo fare nulla. Per giunta, ci sono persone davvero cattive, persone che fanno cose orribili. Ecco perchè desideriamo una rivalsa su questi tipi. Kenshiro affronta i forti che tormentano i deboli, condannandoli per la loro meschinità.

Buronson: Vero.

Hara: Se avessi muscoli come questi (indica le figure), sicuramente vorresti vedere cosa si prova a prendere a pugni qualcuno.

Buronson: I personaggi più popolari provano tutti ad affrontare avversari forti e finiscono per morire. Non combattono con quelli più deboli di loro.

Hara: Il mio lavoro arriva a mescolarsi con il dramma che, proprio mosso da questa filosofia, il Sensei Buronson ha creato. Ecco perchè il risultato finale è così grandioso.

Intervistatore: Quando avete cominciato ad avere in mente il finale?
 
Buronson: Bè… non ci ho pensato con molto anticipo, ma probabilmente non ci sarebbe potuto essere un finale diverso da quello che ho scelto.

Hara: Essendo cresciuto con "Taiyou ni Hoero!" (太陽にほえろ! - Telefilm poliziesco degli anni settanta dove tutti e 7 i protagonisti muoiono nell'ultimo episodio), mi aspettavo che il protagonista sarebbe morto alla fine. Ho sempre pensato che Ken avrebbe trovato la morte nell'ultimo capitolo, ed ho continuato a disegnare aspettando la sua ultima ora.  

taiyou ni hoero

Intervistatore: Ma alla fine Ken non muore.

Hara: Ad un certo punto ho iniziato a pensare che farlo morire sarebbe stata una cosa d'altri tempi e mi sono convinto che tenerlo in vita fosse la scelta migliore. 

Buronson: Questo probabilmente è accaduto perchè io e Horie (redattore all'epoca) pensavamo di poter realizzare una seconda parte qualche anno dopo. L'ultima scena è una specie di reset, riprende lo stile in cui Hokuto no Ken è iniziato, lasciando in qualche modo presagire una continuazione. 

Hokuto no Ken inizio/fine

Hara: Sin da bambino, mi sono abituato all'idea della morte del personaggio principale, come avviene per Matsuda Yusaku.  

Intervistatore: Sta parlando di "Jeans" (Soprannome del detective Matsuda Yusaku in "Taiyou ni Hoero!")

Hara: Esatto. Anche morire mentre si fa qualcosa di stupido, come per esempio capita a Shoken (soprannome di Hagiwara Kenichi, un altro attore della serie) che viene ucciso mentre fa pipì. Avrei accettato un'idea simile…

Intervistatore: Buronson Sensei, riesce ad immaginare la morte di Ken?  

Buronson: No.

Intervistatore: Nemmeno pensando ad un sequel?  

Buronson: Diciamo che farlo morire in maniera inaspettata non sarebbe un modo sbagliato di affrontare l'argomento, ma se lo facessi, quello che ho costruito in 5 anni sparirebbe in un istante. Questo è quello che provo. Quindi non posso uccidere Kenshiro su due piedi, la sua dovrebbe essere una morte gloriosa.  

Hara: Kenshiro ha ucciso tante persone, quindi pensavo che alla fine sarebbe morto. Nella mia mente questo rappresentava la chiusura di un cerchio, o, se vogliamo, il manifestarsi della legge del karma...

Intervistatore: Maestro, ma poi l'hanno persuasa a tenerlo in vita (ride).

Hara: Già… alla fine mi sono detto "va bene, perchè no?". Ero in una situazione in cui non mi importava più di nulla, qualsiasi cosa sarebbe andata bene (ride). Volevo solo chiudere con Hokuto no Ken. Ero ad un mese dalla conclusione di 5 intensi anni di lavoro, poi avrei potuto finalmente partire per la vacanza alle Hawaii che mi avevano promesso. Onestamente a quel punto non mi importava nemmeno più del viaggio, volevo solo che Hokuto no Ken finisse.  

Intervistatore: È quello che sentiamo dire a molti mangaka, più si avvicina la fine di una serie e più diventano impazienti di concluderla.

Hara: Non è facile lavorare con delle scadenze settimanali. Io l'ho fatto per 5 anni senza mai mancare una deadline…

Buronson: Impiegavo 2 giorni a scrivere la storia di un capitolo, ma il lavoro di Hara-kun richiedeva l'intera settimana. Praticamente non poteva permettersi sosta, giusto?  

Hara: Avevo circa mezza giornata di riposo a settimana.

Intervistatore: In conclusione, vorrei chiedervi della possibilità di un sequel. I lettori sarebbero entusiasti di sentire una notizia così.

Buronson: Sinceramente, non mi esalta una prospettiva del genere. Lavorerei ad un sequel solo se fosse questione di vita o di morte... scrivere una storia migliore di quella che ho creato in passato richiederebbe uno sforzo sovraumano.  

Hara: Sensei, dovrebbe scriverla come se la sua intera vita dipendesse da quello.

Buronson: Non è una sfida che puoi affrontare svogliatamente, e so bene che se realizzassimo un sequel, venderebbe. Solo che non voglio tirar fuori un'opera dozzinale.  

Intervistatore: I vertici di Jump non vi hanno mai proposto di realizzare un sequel?

Buronson: No, quelli di Jump non ci hanno più proposto nulla… forse ci odiano per aver concluso Hokuto no Ken. 

Intervistatore: Perchè non avete fatto come vi dicevano.

Buronson: Ci hanno detto arrivederci per "questioni di business"…

Intervistatore: Lei Sensei Hara, che ne pensa di un sequel?

Hara: Ci sto pensando.

Intervistatore: "Hokuto no Ken 2?"  

Hara: Bè, non ne ho ancora discusso con il Sensei Buronson, ma lo intitolerei semplicemente "Hokuto Shinken". L'idea è quella mantenere lo stile di combattimento come base e cambiare l'ambientazione. Il protagonista potrebbe essere un parente di Kenshiro…

Intervistatore: Una sorta di spin-off?

Hara: Come ho detto, non ne ho ancora parlato con il Maestro Buronson, è solo un'idea che ho in mente, quindi non c'è nulla di certo.

Intervistatore: Che ne pensa, Sensei Buronson?

Buronson: Non abbiamo più il nostro redattore, l'unico che conosceva al meglio l'universo di Hokuto no Ken. Potremmo realizzarlo anche senza Horie, ma sarebbe davvero un'impresa.  

Intervistatore: Capisco. Avete lavorato in tre sull'opera originale… quindi non è previsto che possiate lavorarci solo voi due?

Buronson: Jump non ci invia nessun redattore…

Hara: Il Sensei Buronson non vuole attraversare nuovamente l'inferno, e sinceramente non voglio nemmeno io…

Buronson: Il punto è che se vogliamo realizzare un sequel DOBBIAMO creare qualcosa che sia migliore dell'originale…

Hara: E nel mondo dei manga, i sequel non sono mai migliori delle opere originali.

Buronson: La gente lo comprerebbe per nostalgia, e questo di per sè non è bello. Se il sequel è migliore dell'originale, anche quest'ultimo tornerebbe a vendere. Il problema è che SE il sequel non fosse all'altezza delle aspettative, potrebbe portare le persone a disinnamorarsi anche dell'opera originale. Capite bene che, come dicevo, creare un sequel comporta un rischio altissimo.

Intervistatore: E se il Sensei Hara le chiedesse di lavorare a questo progetto?

Buronson:  Dipenderebbe dalla mia condizione di quel momento, se fossi al verde, probabilmente finirei per lavorarci (ride).  Le chiacchiere stanno a zero, alla fine dobbiamo pur mangiare (a fare i mantenuti a 40 anni sono buoni tutti n.d.r.). Faccio lo spaccone con le parole, ma finisco sempre per prostrarmi al dio denaro…  

Intervistatore: Non vediamo l'ora che esca il sequel! Grazie per tutto l'impegno che ci metterete!

Hara: Se ci sarà un crollo della Borsa, probabilmente avrete un sequel (ride).

 

weekly comic bunch numero zeroPoco tempo dopo...

Il 4 giugno del 2000, Tetsuo Hara insieme a Nobuhiko Horie, Tsukasa Hojo (City Hunter), Ryuji Tsugihara, Akira Kamiya (voce storica di Ken in giappone) e Tadashi Negishi (ex caporedattore del Monthly SHONEN JUMP), fonda una sua casa di produzione: la COAMIX CORPORATION.

Così, ad un anno da questa intervista, l'idea di Hara su uno spin-off sull'Hokuto Shinken prende forma con Souten no Ken, che fa il suo esordio sul numero zero di Weekly Comic Bunch, il 15 maggio del 2001.

Il buon Buronson verrà sostanzialmente escluso da questo nuovo progetto, ufficialmente per "preservarlo dalle conseguenze di un insuccesso", come dichiarato dallo stesso Hara in un'intervista del 2013. 

Per saperne di più: LA GENESI DI SOUTEN NO KEN

 

 

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begin buronson ikegami

Buronson, mitico sceneggiatore di Hokuto no Ken, torna al lavoro su un nuovo manga in coppia con il disegnatore e collega di lunga data Ryoichi Ikegami.
Il numero 20 del magazine Big Comic Superior, della casa editrice Shogakukan, ha infatti annunciato l'inizio di una nuova serie dal titolo BEGIN che inizierà (appunto) la sua serializzazione a partire dal prossimo numero in uscita il 14 ottobre. Buronson si firmerà con lo pseudonimo Sho Fumimura (史村翔).

La tag line in giallo nell'immagine teaser recita: "La rivoluzione ha inizio!!".

begin

Si tratta del settimo lavoro in coppia per i due artisti giapponesi, dopo Sanctuary (1990–95), Odyssey (1995-96), Strain (1997–98), Heat (1999-2004), Lord (2004–11) e Rokumonsen Rock (2013-15).

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Jin Toy Kenshiro

Dalla Repubblica di Corea arriva una nuova statuetta dedicata al guerriero con le sette cicatrici!
La Jin Toy ha realizzato un modellino non licenziato di Kenshiro armato di bastoni da escrima, nella stessa posa in cui l'ha immortalato Tetsuo Hara in una delle tavole del manga.

Abbiamo chiesto a Seok-won Jin, factotum della Jin Toy, come è nato questo progetto.
"Ho visto l'anime di Hokuto no Ken per la prima volta 25 anni fa ed ho letto e riletto il manga non so quante volte. Ho pensato molto a come realizzare Kenshiro, un personaggio il suo aspetto è il risultato della fusione di diversi personaggi reali: Sylvester Stallone, Bruce Lee, ecc.
La mia statua prende spunto proprio da questi due personaggi, Stallone per l'aspetto estetico e Bruce Lee per la posa."

Kenshiro Bruce Lee Sylvester Stallone

 

INFORMAZIONI DETTAGLIATE


jin toy kenshiro 01

  北斗の拳 - Kenshiro (Edizione da 20 cm)    

Tipo di prodotto:
Concept Statue Series

PHF (Premium Handmade Figure - Premium Figure Artiginale)

Misure:

1. Statua: 200 mm di altezza e 85 mm di larghezza

2. Base Diorama: 20 mm di altezza e 125 mm di larghezza

Peso:
1.5 Kg (package incluso)

Dimensioni (Scatola della spedizione):
330 mm di larghezza x 250 mm di lunghezza x 120 mm di altezza (peso e dimensioni potrebbero cambiare in un secondo momento)

SPECIFICHE

 1. Figure: Resina poliuretanica

 2. Base Diorama: Resina poliuretanica

 3. Package: Spugna poliuretanica + Premium Box

Creatori

Direttore: Jin Seok-Won

Sculpt e coloring: Jin Seok-Won

Design della base diorama: Jin Seok-Won

PREZZO: 330 dollari (295 euro circa) spedizione esclusa

 

jin toy kenshiro 02

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Sono aperti i preordini per i primi 10 pezzi, su un totale stimato dal produttore di 50; per prenotare la statua sono disponibili due canali:

  • Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.       
  • Pagina Facebook: www.facebook.com/jintoypreorder

 

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Hokuto no Ken by Tetsuo Hara & Buronson Shueisha - Toei Animation

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